Samarate, le opposizioni: «Aumentare l’Irpef per le assunzioni era una favoletta»

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SAMARATE – «Ci era stato raccontato che l’aumento dell’Irpef era indispensabile perché sarebbe servito a dedicare risorse alle nuove assunzioni, per il ripristino dell’operatività degli uffici pesantemente minata da pensionamenti e abbandoni. Evidentemente si trattava di una favoletta». Progetto Democratico, Samarate Città Viva e Movimento Cinque Stelle lo dicono chiaramente: «Andiamo in ferie molto preoccupati» per il bilancio di Samarate. Con un focus su quei circa 160mila euro preventivati – proprio con l’aumento dell’imposta Irpef – come spesa per il personale.

I 160mila euro e i settori «in sofferenza»

«A pochi mesi dal rinnovo del consiglio comunale non possiamo credere che il bilancio stia in piedi solo per un taglio alla spesa del personale dovuta a mancate assunzioni, tra l’altro già programmate», scrivono in una nota i tre gruppi d’opposizione. «Ci era stato raccontato che l’aumento dell’addizionale comunale Irpef – il secondo praticato dalle tre amministrazioni leghiste 2010-2024 e che scatta proprio quest’anno – era indispensabile per le nuove assunzioni». Di più: «Negli ultimi giorni, prima in Commissione Bilancio e poi in aula, abbiamo preso atto del fatto che oltre 160mila euro preventivati come spesa per il personale, verranno utilizzati per coprire altre spese correnti. Certamente necessarie, ma che avrebbero dovuto avere altre coperture». Inoltre, affondano le minoranze, «è stato finalmente e pubblicamente ammesso che, a oggi, alcuni settori come urbanistica e polizia locale sono in sofferenza. Ma che si provvederà al loro potenziamento più avanti». La domanda, però, è : «Quando? E con quali risorse, se l’addizionale Irpef è stata dirottata su altri interventi?».

I crediti non riscossi

Critiche che si spostano poi sui «crediti non riscossi ma presenti nel bilancio (multe e morosità
sugli affitti delle case comunali)». Fatto che rende i gruppi di opposizione «oltremodo preoccupati». Da qui, le altre domande: «Cosa capiterà nel momento in cui parte di questi dovranno essere
riconosciuti come inesigibili? Con quali altre entrate o tagli alle spese copriremo questi buchi?».

Un salto nel passato

Condizioni che portano le minoranze a fare un salto nel passato, per «ricordare ancora una volta gli errori storici commessi dalle tre amministrazioni leghiste. Dal 2011 e che oggi portano ad avere un bilancio asfittico». Fino all’affondo: «Qualcuno tra le fila della maggioranza comincia ad essersi pentito di aver venduto le due farmacie comunali, svuotando, di fatto, l’azienda servizi comunali, messa poi in stato di liquidazione (che si protrae ormai da molti anni e di cui non si vede la fine), e di aver cassato per motivi ideologici un Piano di governo del territorio già adottato nel 2010, per rifarne uno che è entrato in vigore solo dopo diversi anni». E concludono: «La prossima primavera, ci impegneremo per risanare una situazione fortemente compromessa sotto troppi aspetti».

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