Serati (+Gallarate): «Sì all’ospedale unico. Ma basta essere presi in giro»

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GALLARATE – «Siamo a favore da sempre all’avvio di un nuovo ospedale, che sia su Gallarate o su Busto non è un tema da discutere. Ma basta essere presi in giro». A dirlo è Sonia Serati, capogruppo di +Gallarate, quando mancano poche ore all’inizio della Commissione Sanità ma soprattuto a poco meno di un mese alla firma dell’accordo di programma per il nosocomio che sorgerà a Beata Giuliana.
Sonia Serati, siete l’unico gruppo di opposizione a non aver firmato la petizione “dei tre ospedali”. Perché?
«La nostra posizione circa l’ospedale nuovo, e quello esistente, è sempre stata chiara. Non ci siamo esposti in questo ultimo periodo perché riteniamo che l’interesse della salute pubblica sia senza colori di partito e senza personalismi. Riteniamo che la politica debba, alle volte, agire senza mettersi in mostra, attivandosi in ogni canale disponibile, senza vanto. Non è comprensibile che i politici cittadini cavalchino l’onda di un tema così delicato e importante per celebrare se stessi. Farsi portavoce di un problema non vuol dire farsi promotori di raccolte firme per una petizione che dice tutto e il contrario di tutto, abbinando per altro alla stessa causa volantini del proprio gruppo politico».

Ma la vostra posizione qual è?
«Detto ciò noi siamo a favore da sempre all’avvio di un nuovo ospedale, che sia su Gallarate o su Busto non è un tema da discutere. La nostra è a tutti gli effetti un’area metropolitana e come tale serve una visione di città che pensa in grande, che organizza la viabilità pubblica congiuntamente, che coordina i servizi del territorio in sinergia e non facendo campanilismi come fa il Pd di Gallarate che una volta è d’accordo sul nuovo ospedale solo se costruito al Casermone, oggi sembra a favore a prescindere dal luogo, mentre lo stesso partito a Busto al momento è a favore dell’efficientamento del nuovo ospedale».

La preoccupa il declino della sanità territoriale?
«Siamo stanchi di essere presi in giro da dirigenti e assessori che si occupano di sanità. Arrivano facendo promesse non realizzabili, sono vaghi e indefiniti come Leopardi, oscurano l’orizzonte per non mostraci il “reo tempo” che ci uccide. Occorrono scelte coraggiose e responsabili, gli ospedali di Saronno, Busto e Gallarate non sono più efficienti. La precarietà dei nostri ospedali ci obbliga a prendere atto che il loro destino è già segnato. Dobbiamo dirlo chiaramente senza illudere i nostri elettori. Guardiamo in faccia la realtà che ci impone di offrire le migliori condizioni per attrarre medici di altissimo livello che avranno la necessità di confrontarsi efficacemente in una struttura allenante e in grado di ricostituire quelle eccellenze che hanno sempre caratterizzato le nostre aziende sanitarie». 

Quindi cosa chiedete?
«Vogliamo progetti concreti su ciò che sarà l’area nel Centro della nostra città. Vogliamo sapere perché i medici lasciano il presidio di Gallarate, vogliamo sapere perché gli operatori sanitari non rispondono alle offerte di assunzione, per lo meno come riporta il dg dell’Asst Valle Olona Eugenio Porfido. L’ospedale è un bene comune e deve essere senza colori politici, vogliamo responsabilità e scelte consapevoli. Basta essere presi in giro».

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