ROMA – Si è conclusa ieri, sabato 14 ottobre, la seconda edizione di “Nel cuore di… Roma”, congresso organizzato con l’Istituto Nazionale Ricerche Cardiovascolari che ha visto riuniti specialisti cardiologi – e non solo – da tutta Italia per un confronto e un approfondimento – anche critico – sulle linee guida in merito alle miocardiopatie, allo scompenso cardiaco e alla morte cardiaca improvvisa, alla luce delle risultanze del Congresso europeo di cardiologia che si è tenuto lo scorso agosto.
L’apertura dei lavori
I lavori si sono aperti venerdì mattina con la prima sessione, dedicata alla prevenzione cardiovascolare, moderata da Andrea Macchi, direttore generale degli Istituti di ricovero e cura del Gruppo Iseni Sanità. Responsabile scientifico e presidente del congresso di “Nel cuore di… Roma” è Francesco Fedele, Direttore UOC Malattie Cardiovascolari dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Umberto I, Direttore della Scuola di Specializzazione in Cardiologia della Sapienza Università di Roma e componente del Comitato scientifico della Fondazione Iseni y Nervi. Guarda l’intervista:
Nel cuore di Roma
“Nel cuore di… Roma” è stato organizzato con un significato particolare: ribadire la centralità della Cardiologia come disciplina specialistica con forti basi culturali, volta alla diagnosi e al trattamento di patologie acute e croniche complesse, spesso in situazione di emergenza e urgenza, che mettono a repentaglio la vita del paziente. La centralità della Cardiologia, in questo momento di evoluzione storico-culturale caratterizzata da una iper-specializzazione e di una iper-tecnologia, vede il rischio di frammentare la valutazione omnicomprensiva del paziente, con indicazioni spesso inappropriate all’impiego di risorse diagnostiche e terapeutiche di alto impatto economico.
