ARSAGO SEPRIO – Il coro parrocchiale San Vittore e l’associazione Rione Arsaghesi. Due realtà ben radicate ad Arsago Seprio. Tanto che sono stati loro a ricevere – sabato, 14 ottobre – il Premio Sciatt 2023. A consegnare la massima onorificenza cittadina è stato il sindaco Fabio Montagnoli, in occasione della Terza d’Utubar, la manifestazione per eccellenza in paese. «Possiamo essere fieri e orgogliosi di rendere il dovuto tributo a due realtà presenti», ha detto il primo cittadino. «E che verranno ricordate per il loro impegno costante se non quotidiano».
Il coro parrocchiale San Vittore
Il coro parrocchiale San Vittore è stato premiato nell’anno in cui ha raggiunto il traguardo dei quarant’anni di attività. Gruppo che «nasce nel lontano 1983, su iniziativa del parroco don Eugenio Perego, per accompagnare la liturgia natalizia», ha ricordato Montagnoli. «E da allora segue stabilmente la liturgia delle festività più importanti dell’anno nella parrocchia di Arsago». Il coro raduna persone «provenienti da differenti esperienze culturali e sociali accomunate da un’unica passione: la musica. E convinte della validità del servizio reso alla comunità». Ma anche la «voglia di fare», insieme alla «consapevolezza di possedere dei preziosi talenti da trafficare». Valori che hanno permesso di «raggiungere traguardi rispettabili, tanto da essere apprezzata non solo dagli arsaghesi ma anche dai forestieri». Il repertorio musicale è vario e spazia da composizioni medievali fino ad autori contemporanei.
I Rioni Arsaghesi
Poi l’associazione Rioni Arsaghesi, che rappresenta lo storico Palio nato nel 1974 e portato avanti fino a oggi (con una breve assenza dal 1989 al 2005). «Una leggenda che racchiude tantissimi ricordi degli arsaghesi che hanno vissuto o che vivono le tradizioni della nostra comunità», ha detto il sindaco. Nel 2013 viene costituita l’associazione, «che incamera però lo spirito vivo di cinquant’anni di storia del nostro paese, incrementando un patrimonio per noi irrinunciabile». Oggi ha una sede alla Corte Merletti, storico fabbricato «di cui l’amministrazione è onorata del nobile lascito della famiglia Merletti, sede
molto attiva e punto di ritrovo dei nostri giovani appartenenti ai quattro rioni». Che sono Longobardi, Santa Maria, San Rocco e San Vittore. E che «rappresentano il nostro futuro e a cui vengono trasmessi i valori della partecipazione prima che della competizione».
