Presidio Lule a Legnano per la Giornata europea contro la tratta di esseri umani

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LEGNANO – In occasione della 17.a Giornata europea contro la tratta di esseri umani, che cade il 18 ottobre, torna l’iniziativa di sensibilizzazione #liberailtuosogno. Il dipartimento per le pari opportunità, la rete nazionale dei progetti antitratta e il numero verde nazionale si impegnano nell’organizzare eventi di informazione e sensibilizzazione.

Evento coreografico in piazza San Magno

Lule Onlus si è attivata insieme con i partner del progetto “Mettiamo le ali-Dall’emersione all’integrazione” e alle amministrazioni comunali di Cremona, Mantova, Bergamo e Legnano per porre l’attenzione su questo fenomeno grave e di ampia portata attraverso l’esposizione, in luoghi ed edifici di particolare rilevanza, di un grande striscione recante la scritta, nel caso della città del Carroccio, “Legnano non tratta” in piazza San Magno presso la sede del Comune. Nella stessa sede oggi pomeriggio, sabato 21 ottobre, alle ore 16.30 si terrà il flash mob “Io non tratto”, organizzato in collaborazione con il Comune di Legnano e la scuola di danza Tre6Zero.

Il flash mob sarà un evento coreografico mirato a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla consapevolezza della tratta di esseri umani e su azioni etiche e di contrasto; seguiranno gli interventi del sindaco Lorenzo Radice e di Mariapia Pierandrei, presidente della Cooperativa Lule Onlus.

Una piaga con migliaia di vittime

Ogni anno all’interno dell’Unione europea sono migliaia le persone identificate come vittime di tratta; l’impegno di ogni singolo Stato membro e della società civile nell’incrementare gli interventi e nella cooperazione fra le istituzioni è teso a potenziare la capacità di rilevare precocemente i casi, al fine di fornire protezione e assistenza alle vittime e perseguire efficacemente le reti criminali. Queste ultime approfittano delle vulnerabilità di donne, uomini, minori e persone transessuali al fine di reclutarli, spesso con l’inganno o soggiogandone la volontà, per poterle poi costringere e sfruttare in ambiti quali la prostituzione, il lavoro in condizioni para-schiavistiche, l’accattonaggio, le economie criminali, i matrimoni forzati e finanche il traffico di organi. 

In Italia progetti antitratta finanziati dal dipartimento per le pari opportunità, attivi su tutto il territorio nazionale dal 2000, nell’ultimo triennio hanno valutato più di 7.000 persone e di queste 2.297 hanno aderito al Programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale.

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