“Al Direttore di Malpensa 24
Vincenzo Coronetti,
dopo il profondo sconforto e dispiacere (di cui Lei è a conoscenza) nel leggere l’articolo a firma di Simona Carnaghi, scelgo nuovamente la mia pagina istituzionale per affidare alcune altre mie riflessioni personali, ma, soprattutto, per ringraziarLa di avermi dato l’occasione per chiarire le intenzioni del mio post. Non so ancora quante battute utilizzerò (lascio a Lei il diletto di contarle); quello che so è che, come Lei correttamente in questi giorni ha avuto modo di scrivere, se è vero che le parole hanno un valore (e per me ce l’hanno sempre), quelle di questo post sono tutte dedicate a Lei e all’articolo del Vostro quotidiano.
Un articolo che mi ha dato l’occasione di comprendere che il post da me pubblicato e intitolato RIFLESSIONI AD ALTA VOCE DI UN SINDACO possa prestarsi ad interpretazioni malevole da parte di chi non conosce me come persona ed il mio modus operandi da Sindaco. Motivo per cui, per sgomberare il campo da ogni equivoco, spiegherò qui, pubblicamente, cosa mi abbia spinto a non rilasciare dichiarazioni alla stampa per poi diffondere un post di oltre 5mila battute sul mio profilo social. Ha ragione, può sembrare una contraddizione, ma non lo è.
Sabato sera, intorno alle 18, ho appreso dai giornali che una giovane ventunenne era stata stuprata nella notte nei pressi della Stazione di Ferno- Lonate Pozzolo. Profondamente scossa per quanto avevo letto (mi creda, anche i Sindaci provano sgomento e disorientamento davanti ad episodi tanto gravi), ho chiamato i Carabinieri ed il Comandante della Polizia Locale per confrontarmi sull’accaduto, scegliendo volutamente di non rilasciare dichiarazioni alla stampa. Non perché, come il Suo giornale sembra far intendere nell’incipit dell’articolo, lo ritenessi un fatto di poco conto tale da non meritare nessun commento, ma anzi, proprio al contrario, perché, data la gravità dell’accaduto, ogni commento, che, ribadisco, non poteva che essere banale e scontato, avrebbe rischiato in qualche modo di sminuirne la drammaticità e di spostare l’attenzione su altro. Punto. Nessuna dichiarazione sarebbe stata rilasciata né alcun post sarebbe stato scritto.

Senonchè, intorno a mezzanotte del sabato, sempre dai giornali ho appreso che Elena Carraro (non me ne voglia la mia collega Sindaco di Lonate Pozzolo, ma a volte le penne dei giornalisti travisano ed è dovere di un Sindaco fare chiarezza) aveva, invece, legittimamente, scelto di rilasciare le sue dichiarazioni alla stampa. Le ho lette su Malpensa 24 e recitavano testualmente così: “Quello che è accaduto è un fatto gravissimo e inaccettabile. Una donna è stata violentata; non c’è nient’altro che conti. La violenza contro le donne è un fenomeno che non ha nazionalità o ceto sociale. È dall’inizio del mio mandato che stiamo lavorando per aumentare la sicurezza sul territorio. Non è facile: le risorse sono quelle che sono. Ma questo non ci scoraggia. Con l’amministrazione di Ferno (il Sindaco è un’altra donna, Sarah Foti) c’è un’ottima intesa. Davanti a un fatto tanto grave sono certa che sapremo unire le forze per intervenire. Aumentando in prima battuta il sistema di videorsorveglianza presente sul territorio. Anche se, mi rendo conto, questo deve essere solo un punto di partenza. La nostra stazione, come purtroppo tutte le altre stazioni sta diventando terra di nessuno. Dobbiamo intervenire subito, ne parleremo anche con il Prefetto”.
Bene, Direttore, si metta nei miei panni, Sindaco del Comune di Ferno ormai da un anno e mezzo, e nei panni dei miei concittadini. La cronaca parla di uno stupro avvenuto sul o nei pressi del territorio da me amministrato, fatto di per sé solo già gravissimo per far perdere la fiducia nelle Istituzioni e nella sicurezza e i giornali riportano una dichiarazione, apparentemente congiunta tra i due Sindaci di Ferno e Lonate, in cui, parlando al futuro, si dice che ci metteremo al lavoro e lavoreremo per la sicurezza.
Come non intervenire per rassicurare almeno i cittadini sul fatto che a Ferno si sta già facendo tutto il possibile? Come non dire ai propri cittadini che il Comune di Ferno è firmatario di un Protocollo per la sicurezza nelle Stazioni? Come non premurarsi ad invitare tutti a crederci ancora, perché stiamo già mettendo in campo iniziative, anche educative, a partire dalle scuole fino al mondo adulto per lavorare sulla sicurezza? Come non dire che il sistema di videosorveglianza viene costantemente potenziato e aggiornato? Da lì l’esigenza di scrivere e di affidare i pensieri ad un lungo post sui social, volto non certo a commentare l’episodio di stupro per i motivi già espressi, ma a rassicurare i cittadini (anche e in particolare le studentesse, gli studenti, i pendolari e tutte le persone che quella Stazione usano quotidianamente) per non farli sentire allo sbaraglio e per rimarcare che si sta facendo tutto, tutto il possibile.
Sì, Direttore Coronetti; sì, Simona Carnaghi (ho sempre nutrito grande stima per Te e per la Tua professionalità): le domande no e il post sì, non certo per bypassare i giornalisti (mai fatto, anzi), e nemmeno per farsi becera promo elettorale come il Vostro articolo lascia intendere tra le righe (la mia campagna elettorale è finita da tempo, l’ho condotta senza mai ricorrere a strumentalizzazioni o altri mezzucci e la sicurezza era già uno dei punti focali del programma di Un’Idea per Ferno), ma per rassicurare i cittadini che l’Amministrazione Comunale c’è e che sulla sicurezza non sta tralasciando nulla.
Ho bacchettato i politici? No, non è mio compito e sinceramente nemmeno mi interessa farlo. Da Sindaco di un Comune di 6.700 abitanti ho semplicemente chiesto aiuto e di non essere lasciata sola su una tematica così importante quale è la sicurezza, rimarcando ciò che non solo io, ma tanti altri Sindaci e rappresentanti delle Forze dell’Ordine hanno chiesto in Prefettura: maggiori risorse di personale e politiche assunzionali più agevoli, auspicando da parte delle istituzioni nazionali la stessa strabiliante e sorprendente celerità di azione recentemente dimostrata su un’altra questione che interessa il nostro territorio. Tutto qua. Che Lei ci creda o no, che Simona Carnaghi ci creda o no. Tutto qua.
Non le chiedo scuse per questo articolo oggettivamente un po’ brutto, ma semplicemente di provare a rileggere il mio post in questa nuova ottica. Chissà, magari anziché scovare motivi per screditare le reali intenzioni del Sindaco Sarah Foti del Comune di Ferno e facendo i giusti distinguo, potrebbe trovare lo spunto per un articolo più esclusivo. E, da giornalista, Le assicuro che si può trovare.
Sono io che Le chiedo perdono, ma lo dovevo anche a quelle giornaliste e a quei giornalisti che, dopo la pubblicazione del mio post, con delicatezza, si sono accostati al mio scritto e, comprendendone intenti e significati, mi hanno chiesto di poterlo riprendere sulle loro testate.
Sarah Foti
Sindaco di Ferno
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Prendiamo atto delle spiegazioni della sindaca di Ferno, che pubblichiamo senza alcuna replica nel merito. In alcune circostanze è necessario che a parlare sia il silenzio, per rispetto della sensibilità e della suscettibilità altrui, per chiudere una questione giornalistica/amministrativa (ben altra è quella relativa all’odioso stupro) che pare scritta sulla sabbia. E senza la nostra firma. (Vin.Co.)
