MAGENTA – Passa dal Documento di piano dell’amministrazione Del Gobbo l’annunciato “rinascimento magentino”. Prima del voto nel consiglio comunale di oggi, mercoledì 13 dicembre, il sindaco di Magenta ha voluto dare una lettura politica del documento-guida del prossimo Pgt, lasciando all’assessore all’urbanistica, Simone Gelli, l’illustrazione tecnica.
Del Gobbo: «Dal Pd chiacchiere, dal centrodestra fatti»
«Dopo 12 anni – ha esordito Luca Del Gobbo – mi sono ritrovato sindaco con situazioni analoghe a quelle che trovai vent’anni fa. Nel 2002 l’amministrazione di centrosinistra lasciò in eredità un Pgt adottato ma non approvato. Ora abbiamo trovato un Documento di piano scaduto. Il Pd non so sa ci è o ci fa quando lo confonde col Pgt; quello che conta è che noi in cinque mesi abbiamo rifatto il Documento di piano con la partecipazione di tutti gli operatori interessati, le cui richieste sono state accolte all’interno dell’attuale Pgt approvato dal centrosinistra: come potranno dunque non votarlo?
«Abbiamo preso i nostri avversari politici in contropiede, nessuno si aspettava tempi così brevi. Questo – così il primo cittadino ha ripreso un tema a lui caro – è il rinascimento magentino, perché questo Documento svilupperà la città mantenendone la storia e l’identità, creerà case e posti di lavoro secondo la nostra visione. Ci hanno accusato di essere cementificatori, ma quante imprese hanno aperto qui negli ultimi anni? Il nostro comune si è sviluppato o sta morendo? Magenta ha bisogno di svilupparsi per rilanciare il commercio e le attività produttive. Riqualificheremo anche il centro. Il tempo sarà galantuomo e si vedrà chi mantiene le promesse. Il 20 gennaio 2024 ci saranno gli “stati generali”, mentre l’amministrazione Invernizzi approvò le linee guida del Pgt senza alcun confronto preventivo. Per non parlare di piani come la riqualificazione dell’ex Saffa, annunciata nel 2017 e oggi ancora ferma, perfetto esempio delle chiacchiere del Pd rispetto ai fatti del centrodestra».
Gelli: «Documento da oltre 30 milioni»
Da parte sua, Gelli ha così riassunto scelte e contenuti del nuovo Documento di piano. «In queste settimane sono circolate molte fake news. La verità è che diciamo no alla conurbazione, che abbiamo eliminato alcuni ambiti di trasformazione non ritenuti strategici, mentre diciamo sì ai siti produttivi, non logistici, che portino posti di lavoro, tasse e quindi ricchezza. In oneri di urbanizzazione, il Documento vale più di 30 milioni di euro».
In numeri, la riduzione complessiva del suolo edificabile rispetto ai precedenti Pgt è pari a 85.000 metri quadri, la restituzione a territorio agricolo a 52.000 mq. La riduzione del consumo di suolo è del 20%, due volte e mezzo la quota (8%) prevista dalla normativa regionale. Quanto alla «presunta cementificazione, semplicemente non c’è – taglia corto Gelli – Il Pgt ancora in vigore prevedeva un aumento di 1.500 abitanti, noi ne stimiamo 850. Il mercato immobiliare è in crescita, aumenta la domanda, soprattutto da Milano, ma manca l’offerta: non è vero che ci sono appartamenti vuoti».
Più siti produttivi, meno residenziale
Più del 50% della volumetria prevista è legata a siti produttivi, «mentre in precedenza c’era una grossa fetta legata al residenziale, quindi cambiamo totalmente tendenza. Altro dato: il nostro comune ha un indice di urbanizzazione più basso di quello nell’ambito Sempione-Ovest Milano, il 33% contro una media del 36. Questa è vera attenzione all’ambiente. Guardiamo poi al welfare, con bonus volumetrici per il residenziale finalizzati all’housing sociale. Infine, abbiamo rivisto la tabella degli oneri di urbanizzazione, identica dal 2008, con sconti maggiori (il 70 anziché il 60%) per chi recupera patrimonio, come quello rurale delle cascine. E il “via libera” di Città metropolitana e Parco del Ticino conferma la bontà delle nostre scelte».
L’ultimo sassolino che Gelli si toglie dalla scarpa riguarda la partecipazione. «Questo Documento non è stato costruito nel mio ufficio. Sono state organizzate due serate molto partecipate, anche con consiglieri di opposizione oltre a operatori e cittadini, che hanno dato il loro contributo. Non è previsto alcun centro commerciale, mentre daremo attenzione alle frazioni in relazione anche ai servizi: non avremo mai più quartieri, come quello Sud, realizzati in passato senza una farmacia, né un supermercato, né uno spazio sportivo. Dialoghiamo con gli imprenditori attraverso un tavolo di concertazione, non vogliamo più che i magentini investino milioni nei comuni intorno anziché nella loro città».
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