BUSTO ARSIZIO – Non convince la rivoluzione della tariffa puntuale dei rifiuti di Agesp: c’è stata tensione palpabile ieri sera, 10 gennaio, al teatro Aurora di Borsano dove si è svolto il secondo incontro pubblico sulla novità del “sacco azzurro” microchippato. Di fatto però il primo incontro dopo quello di Sant’Edoardo, zona che ha a che fare già da anni con la sperimentazione del “sacco intelligente” della raccolta puntuale.
Tensione in sala

Molti i dubbi e le contestazioni sollevate dal pubblico presente, almeno 300 persone che hanno sfidato il freddo e la concorrenza di Milan-Atalanta in Tv per sentire dalla viva voce dei tecnici e dell’amministratore unico di Agesp Spa Francesco Iadonisi come comportarsi con la nuova raccolta dei rifiuti. Nel mirino ci sono in particolare la novità del ritiro quindicinale del sacco azzurro dedicato ai rifiuti indifferenziati e le dimensioni più ridotte del sacco che sostituirà progressivamente quello viola, ma anche la questione dei rifiuti prodotti dagli animali domestici (come le lettiere dei gatti e le traversine dei cani, da conferire nel sacco azzurro) e di tutti quei rifiuti indifferenziati, dagli assorbenti alla carta impregnata d’olio, che nei mesi caldi rischiano di emanare cattivi odori. Non sono mancati i momenti di tensione. Alla fine è intervenuto anche l’assessore al bilancio Maurizio Artusa, borsanese, per cercare di calmare gli animi che si stavano surriscaldando.
Si risparmia o no?
Un altro punto molto contestato sono i costi del nuovo sistema di tariffa puntuale, che si basa sul principio “paga chi produce più rifiuti” ma che andrà ad incidere di fatto solo sul 10-15% della “bolletta” annuale dei rifiuti, la Tari. Il timore diffuso è che le novità porteranno qualche disagio senza riflessi positivi sulla tassa dei rifiuti. «Ci chiedete sacrifici senza avere nessuna certezza se avremo un risparmio» le parole di Emanuele Fiore, consigliere comunale del gruppo misto, che a Borsano gioca “in casa”. «Sulla base dei dati che già ci sono, quelli dei rifiuti conferiti all’inceneritore, si dovevano fare proiezioni per dire quanto avremmo risparmiato per ogni tonnellata in meno. E soprattutto: chi ci dice che non pagheremo di più a fronte di maggiori sacrifici? Da consigliere comunale sarà mia premura tenere alta l’attenzione su questo anno di sperimentazione».
