A Busto brucia la Giöbia per la pace. C’è Fontana. E 1300 per il risotto in piazza

BUSTO ARSIZIO – Una Giöbia per la pace, con la colomba della speranza salvata dalle fiamme. C’è anche il governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana, «per la prima volta» al falò di Busto. E sono 1300 le porzioni di risotto e luganiga distribuite in piazza Vittorio Emanuele. La tradizione, anche quest’anno, viene rispettata.

Il falò

Con il governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana ci sono anche l’europarlamentare Isabella Tovaglieri e i consiglieri regionali Emanuele Monti e Samuele Astuti, che mantiene la promessa di farsi vedere non solo in prossimità delle scadenze elettorali. In fiamme le Giöbie delle associazioni La Famiglia Sinaghina, La Famiglia Bustocca, Magistero dei Bruscitti, Auser e Lega Giovani, oltre a quelle delle scuole primarie Pontida e Pieve di Cadore e delle scuole dell’infanzia Soglian e Rodari, le più votate del concorso sui social. Un’altra, significativa, «prima volta», come sottolineato dalla vicesindaco e assessore alla cultura e identità Manuela Maffioli. «Diventerà una consuetudine».

«Giöbie più piccole del solito» fa notare qualcuno. E il vento porta le fiamme a non salire in verticale, ma spinte verso l’esterno, e a far cadere qualche fantoccio mentre brucia. Non un buon segno, secondo la tradizione popolare.

Il sindaco spera nella pace

«Come gesto di speranza, abbiamo tolto la colomba della pace dalla Giöbia della Famiglia Sinaghina, che voleva bruciare tutte le guerre – fa sapere il sindaco Emanuele Antonelli – speriamo finalmente nella pace. Io brucerei tutti quei Capi di Stato che continuano a fare le guerre». Tra le Giöbie c’è invece quella delle polemiche, che raffigura la preside dell’ITE Tosi Amanda Ferrario: «L’hanno fatta i ragazzi della Lega Giovani. È solo goliardia» sostiene il sindaco.

La coda per il risotto

Dopo il falò, tutti in piazza Vittorio Emanuele per gustare il tradizionale piatto di risotu cunt’a luganiga preparato da Crespi Catering, con le chiacchiere del panificio Colombo. A servire le 1300 porzioni distribuite c’erano il sindaco Antonelli, la vicesindaco Maffioli e alcuni assessori e consiglieri comunali, mentre in piazza si è formata una lunghissima coda. Perché la Giöbia, ricorda Manuela Maffioli, «è una festa identitaria». E lo ha dimostrato un’altra volta, anche con i tanti altri falò che si sono svolti in giro per la città.

La Giöbia della Provvidenza

La prima Giöbia data alle fiamme, come da tradizione, è stata quella dell’Istituto La Provvidenza, dedicata al cambiamento climatico. Un fantoccio “a metà”, quello realizzato dagli ospiti della struttura: una metà rappresentava gli eccessi del freddo e l’altra metà gli eccessi del caldo. «Rinnovare il rito del falò della Giöbia non è solamente rinnovare una tradizione tanto antica quanto cara a tutti noi ma è anche ritrovare ricordi d’infanzia, sapori e odori di festa» ha dichiarato il presidente Romeo Mazzucchelli. «Sono, queste, occasioni molto felici in una struttura come la nostra – ha aggiunto il direttore Luca Trama – non si tratta solo di momenti di gioia e festa, si tratta, per molti, di coltivare il ricordo del passato e congiungerlo al presente. Per tutti noi è un ricordare le nostre radici e sentirci parte di una comunità. Crediamo che in realtà che ospitano fragilità l’attenzione verso questo aspetto debba essere coltivato e incoraggiato».

busto arsizio giöbia pace – MALPENSA24
Visited 258 times, 1 visit(s) today