BUSTO ARSIZIO – Incendi in via Gavinana e in via Miani, prende sempre più quota l’ipotesi dell’atto vandalico, da parte di uno o più piromani. «È stato un fatto bruttissimo, davvero intollerabile. Spero che lo prendano o li prendano. E che poi ripaghino i danni» l’appello del sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, che rivela di aver sentito “in diretta” le sirene dei Vigili del Fuoco che dopo l’una e mezza sono accorse per spegnere le fiamme.
Il sindaco: «Un disastro»
In tutto sono cinque le auto andate a fuoco in via Gavinana, due (tra cui un furgone di un corriere espresso) vicino all’incrocio con via Aspromonte e tre poco prima dell’incrocio con via Mentana, mentre le altre quattro in via Miani appena prima dell’incrocio con via Culin. «Un disastro – lo definisce il sindaco Antonelli – ma anche un pericolo, perché chissà cosa sarebbe potuto succedere se le fiamme si fossero sviluppate. Ora possiamo solo auspicare che gli inquirenti lo prendano il più presto possibile».
Le indagini
In questo momento c’è un’indagine aperta per incendio doloso, di cui si stanno occupando il Commissariato di Polizia di Stato e i Vigili del Fuoco. Dai primi rilievi effettuati sui luoghi degli incendi, sarebbe emerso che chi ha appiccato gli incendi, che si sono sviluppati in tre punti diversi e distanti tra loro, avrebbe agito macchina per macchina. Dai filmati acquisiti dalle telecamere presenti in zona si vedrebbe chiaramente che le fiamme partono da sotto la parte anteriore di ogni macchina, il che fa propendere per l’utilizzo di un accelerante per far divampare le fiamme. Tra i resti delle auto incendiate, però, i Vigili del Fuoco non avrebbero trovato nessuna traccia di accelerante, così l’ipotesi è che sia stato usato qualcosa che brucia completamente, tipo la Diavolina per intenderci.
L’ipotesi più quotata
Se e quale accelerante sia stato utilizzato lo stabiliranno i Vigili del Fuoco, che stanno lavorando su questo fronte. La Polizia invece si è concentrata in particolare sui proprietari delle auto incendiate: sentiti uno per uno, allo stato attuale non sarebbe emersa la presenza di persone con precedenti, né che abbiano subito minacce o che siano stati presi di mira per qualche particolare motivo. Così, al momento, l’ipotesi investigativa che prevale è quella di un’azione fine a se stessa, da parte di uno o più vandali. Ma le indagini proseguono in modo serrato.
