Piazza Mazzini, Casorate Aperta: «Qualche mattonella non porta a rivivere il centro»

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CASORATE SEMPIONE – «Sono sicuri che basti la posa di qualche mattonella per rivitalizzare il centro storico o incentivare il commercio?». O ancora: «In uno spazio così esiguo e frazionato come sarà possibile organizzare manifestazioni che attirino persone?». Più che domande, sono dubbi. La minoranza di Casorate Aperta non arretra e solleva nuovi quesiti sulle operazioni in corso per ritornare a vivere piazza Mazzini a Casorate Sempione.

Le domande sul progetto

Secondo l’ultimo aggiornamento – dato dal sindaco Dimitri Cassani – i lavori «continuano e non saranno certo quei pochi giorni persi per la demolizione e ricostruzione del muretto a modificare in modo importante il cronoprogramma». Ma intanto l’opposizione torna all’attacco: «Qual è il progetto generale, secondo il quale gli amministratori responsabili hanno scelto di investire diverse decine di migliaia di euro? Guardando come è ora organizzato lo spazio, c’è da chiedersi se la divisione in varie frazioni della superficie della piazza sia proficua o dannosa», dice Casorate Aperta. Di più, fra le domande spicca anche: «È stato controllato lo stato della fognatura esistente sotto la pavimentazione della piazza o si provvederà in seguito, mandando in fumo tutti i sacrifici dei cittadini?».

Rivivere il centro

Fino alla questione di ritornare a vivere il centro. Per la minoranza «è ormai da diversi anni – dall’insediamento di questa amministrazione nel 2015 – che non vengono più organizzate attività sportive, fieristiche, musicali». Eventi che «invoglino le persone a uscire di casa per incontrarsi, che attirino persone di altri comuni a visitare il paese». Nel nucleo antico «ormai resistono i negozi storici e pochi altri». Ricordando che «è stata sciolta la sottocommissione al commercio che permetteva di discutere dei problemi reali del commercio». In sintesi: «Sembra più un illusorio e costoso abbaglio. Sul cartello appeso alla transenna che delimita il cantiere c’è scritto che il costo dell’opera è di 152mila euro, senza i costi di progettazione. Ancora di più ne verranno spesi per il rifacimento della pavimentazione delle vie Torino e Milano». Fino alla domanda provocatoria: «Questa attenzione alla riqualificazione del centro sarà ricompensata in occasione della festa decennale di S. Tito?».

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