Ss 336 in sicurezza all’ingresso di Magenta. «Prossimo passo il raddoppio delle corsie»

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MAGENTA – «Un intervento finalizzato a implementare la sicurezza su quei 2 km di strada e a mitigare i rischi. Sussistono però, a monte e a valle, due imbocchi della corsia unica in una carreggiata a due corsie per parte, il che costituisce un rischio significativo che mi ha colpito nel percorrere quel tratto. Mentre non nascondo che mi ha sgomentato la spiegazione riferita di questa anomalia: è il frutto di una posizione esclusivamente ideologica in nome della “mobilità dolce”». Così il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Galeazzo Bignami (Fdi), invitato oggi, sabato 20 aprile, a Magenta per illustrare i lavori in corso per la messa in sicurezza della strada statale 336 della Malpensa nel tratto finale fino all’intersezione con la Ss 11 Padana Superiore (nelle foto). Erano presenti sindaci, assessori e consiglieri comunali del territorio.

Come spiegato dal deputato Umberto Maerna (Fdi), i lavori iniziati il 5 aprile e destinati a concludersi entro il mese, per un costo di 100.000 euro, «fanno seguito ai numerosi incidenti, anche seri, nel tratto di superstrada tra il km 26 e il 28. Dopo una mia interrogazione parlamentare, l’intervento del viceministro è stato decisivo per predisporre i lavori di messa in sicurezza con i relativi finanziamenti». È prevista la realizzazione ad opera di Anas della segnaletica stradale orizzontale, di “occhi di gatto”, una integrazione della segnaletica per il pericolo di code e per contrastare i contromano «perché ci sono inversioni pur con la doppia striscia. Ma in prospettiva – ha sottolineato Maerna – puntiamo a realizzare il raddoppio delle corsie».

Bignami: «Avanti col prolungamento, nonostante i ricorsi»

Bignami ha rimarcato «la percentuale di incidentalità fra le più significative della nostra rete stradale» nei due chilometri interessati dalla messa in sicurezza. «L’intervento può apparire piccino per importi e strumentazioni adottate, ma è a presidio della vita umana. Quanto al raddoppio – ha proseguito il vice del ministro Salvini – sono già stati predisposti gli espropri per i lavori e l’interferenza di un cantiere è ridotta dagli spazi abbastanza larghi». Per il prolungamento fino a Vigevano, per il quale il governo ha stanziato 319 milioni per il primo tratto fino ad Albairate, Bignami ha ribadito che «procede la progettazione esecutiva, mentre il secondo tratto fino a Ozzero sarà appaltato dal commissario. Se non c’è sospensiva, perché fermarsi?».

La sospensiva è quella pendente al Tar del Lazio dopo i ricorsi contro l’opera. «Attendiamo che il Tar si pronunci. Certo, le posizioni radical chic sono poco utili al territorio, e non credo che chi le sostiene andrà in auto sulle interpoderali una volta realizzata l’opera». E se il Tar accogliesse i ricorsi? «Esiste anche il Consiglio di Stato. Gli ultimi pronunciamenti della giustizia amministrativa, inoltre, sono improntati al principio del risultato finale, a lungo sostenuto dal compianto ministro Frattini e che noi abbiamo recepito nella disciplina di legge. L’impugnazione mira a paralizzare la realizzazione dell’opera, ovvio che se succedesse dovremmo riprendere tutto da capo».

«Paghiamo scelte scellerate del passato»

Per il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo «il proseguimento della 336 verso Pavia è una battaglia che dura dal 2002. Chi mi aveva preceduto aveva perso l’occasione di questo collegamento come dell’Alta Velocità, senza ricevere alcun contributo. Noi abbiamo sempre sostenuto la necessità di infrastrutture come questa per la mobilità di lavoratori e imprese, che servono anche per attirare investimenti nella zona: se mancano, non arrivano. A nome dei sindaci, auspico anche il raddoppio del tratto da Magenta all’autostrada, scartato dall’allora amministrazione di centrosinistra per un’altra scelta, la rotonda a raso con il ponte a una sola corsia, che si è rivelata sbagliata. Dobbiamo modernizzarci, fanno grandi strade anche nella Foresta Nera in Germania, con un impatto ambientale decisamente diverso rispetto al passato».

Il senatore Massimo Garavaglia (Lega) ha ribadito che «fu fatta una scelta scellerata dell’amministrazione di Magenta di allora che non rispettò il progetto del Consorzio Tav, ma chiese una variante per una sola corsia e la rotonda a raso anziché il cavalcavia come all’uscita di Marcallo-Mesero perché così, disse, “si disincentiva l’uso dell’auto” e tutte queste belle favole. Risultato: traffico e inquinamento a tutte le ore. Oggi la gente vede coda e fa inversione anche in superstrada causando incidenti, tutto conseguenza di quell’errore». Sulla stessa linea l’altro deputato di Fdi Riccardo De Corato: «Quando governano i green, fanno più danni di quelli che già ci sono. Questa è un’opera non di poco conto perché collega Malpensa a Milano e a tutti i comuni del Magentino. La questione è sul tavolo da anni, oggi qualcosa è già iniziato mentre la politica di solito parla al futuro».

Un tavolo per la Milano-Mortara

Maerna ha poi auspicato un «contatto continuo» con il ministero per seguire lo sviluppo del raddoppio della linea ferroviaria Milano-Mortara. Proposta raccolta da Bignami, che ha ricordato come «si tratta di un’opera che ha perso i finanziamenti del Pnrr. Ora stiamo lavorando al nuovo contratto con Rfi, ben venga un tavolo tecnico utile anche su questa infrastruttura».

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