BUSTO ARSIZIO – Sono fermi in attesa di un accertamento tecnico preventivo i lavori di sistemazione interna della piscina Manara, che l’amministrazione comunale si appresta a realizzare con i soldi di Forus, il gestore “licenziato” dallo scorso 31 maggio. Opere per 200mila euro, frutto in parte (131mila euro) della fidejussione incamerata dall’amministrazione e in parte (68mila euro) chiesti alla società spagnola «a titolo di maggiore danno», come spiegato dall’assessore allo sport Maurizio Artusa nell’audizione in commissione sport richiesta dalla minoranza. «Perché erano lavori che dovevano essere eseguiti da Forus».
I lavori: chi paga
Il ricorso della società spagnola contro la richiesta di danni ha aperto un contenzioso che ha bloccato i lavori, che erano già pronti per iniziare. L’avvocato comunale, Maria Antonietta Carra, riferisce che «con l’accertamento tecnico preventivo da parte di un consulente tecnico, Forus ha richiesto la fotografia dello stato di fatto contestando che questi supposti danni siano stati provocati da loro. Ora vediamo il giudice cosa ne pensa, possibilmente in tempi ristretti», per poter sbloccare i lavori necessari per la riapertura completa dell’impianto, annunciata dal nuovo gestore Aquamore per settembre. Le parti sono convocate per mercoledi 5 giugno per la prima udienza. Nel frattempo procedono i lavori sulla parte esterna, che il Comune ha finanziato per 83mila euro «prelevati dall’avanzo vincolato con una variazione di bilancio d’urgenza per garantire che venissero fatti in maniera celere», come rimarcato dall’assessore Artusa, che in commissione ha rettificato quanto era emerso in consiglio comunale.
Minoranze in pressing
Dai gruppi di minoranza continua il pressing sulla vicenda. «Nessun preconcetto verso il nuovo gestore, ma è importante che vengano date risposte all’utenza perché oggi la piscina è chiusa e sulla sua riapertura ci sono solo previsioni – sollecita Emanuele Fiore, consigliere del gruppo misto e primo firmatario della richiesta di audizione in commissione – la Manara è un impianto eccezionale, che non ha nulla da invidiare a quelli che ospitano campionati nazionali e merita un rilancio, dopo due “fallimenti”. Dobbiamo mettercela tutta per avviare progetti a lunga scadenza». Però il presente è precario: «Dobbiamo augurarci che non piova, perché le vasche interne sono chiuse».
