BUSTO ARSIZIO – Parte la sfida del nuovo Pgt. In commissione territorio arriva il “Documento di Indirizzo alla revisione del vigente Piano di Governo del Territorio”, presentato dall’assessore all’urbanistica Giorgio Mariani con il supporto del pool di estensori guidato dall’architetto Fabio Ceci. E prende il via il dibattito sul ruolo di Busto Arsizio nel quadro della grande area metropolitana: l’ex sindaco Gigi Farioli rilancia la preoccupazione «per il futuro del Malpensa Express», mentre l’assessore Mariani punta sulla spinta alla rigenerazione che potrebbe arrivare dagli studenti e da chi lavora a Milano e cerca una miglior qualità di vita in provincia.
I macro-temi
Il documento, come spiegato dal delegato all’urbanistica, il leghista Giorgio Mariani, si propone di «definire i macro-obiettivi strategici di sviluppo della città e del territorio, e delineare gli ambiti di azione» per raggiungerli. Il documento tiene conto anche dei 124 suggerimenti pervenuti dai cittadini, in particolare sui temi della rigenerazione del patrimonio esistente, della revisione dell’assetto viabilistico, della riqualificazione delle aree dismesse e degli ambiti delle stazioni ferroviarie, della tutela del verde, dei nuclei di antica formazione e del patrimonio edilizio. Le macro-tematiche su cui si focalizzeranno gli estensori sono «il rafforzamento del ruolo di Busto nell’area vasta», il tema del consumo di suolo, la città pubblica e la centralità nei quartieri, la valorizzazione degli elementi di identità culturale, la questione energetica, la mobilità sostenibile e le infrastrutture, ma anche il tessuto urbano misto e quello commerciale, produttivo e logistico. «Busto Arsizio si basa sul modello della città-fabbrica – ricorda Mariani – la presenza di un tessuto misto (residenziale-produttivo) dovrà considerare la convivenza fra i mix funzionali in una logica di riqualificazione ambientale, riutilizzo dell’esistente e compatibilità con il contesto».
Le sfide
Sfide decisive per il futuro della città. Ed è su questo che si è innescato il dibattito in commissione, con il capogruppo del PD Maurizio Maggioni che ribadisce la proposta di «un tavolo di confronto» tra maggioranza e opposizione. «Bisogna chiarire quale città vogliamo per i prossimi 10-20-30 anni e da lì si compiono una serie di scelte» lancia il “sasso” la consigliera Giuseppina Lanza (PRL), che in Provincia è delegata al territorio. L’ex sindaco Gigi Farioli, da «malato di Busto-centrismo», invita a puntare sulle «tre stazioni, elemento qualificante di una città attrattiva, soprattutto rispetto al rischio che un nuovo “milanocentrismo” infrastrutturale possa vanificare i numerosi investimenti fatti dalla città, in particolare sull’area delle Nord». Il riferimento è al rischio di ridimensionamento del Malpensa Express, che potrebbe spostare il proprio asse dalla ferrovia Cadorna-Busto-Malpensa ai nuovi binari della Gallarate-T2.
Il ruolo di Busto
Sul tema infrastrutturale insiste lo stesso assessore Giorgio Mariani, facendo cenno alle prospettive concrete già con il Masterplan dell’area delle Nord: «A Milano ci sono 100mila fuori studenti sede che la città non può assorbire dal punto di vista della residenza: può essere un motore rigenerativo del nostro Pgt». Dai banchi della maggioranza, Matteo Sabba (Lista Antonelli) pone l’accento sul rilancio dei quartieri: «Busto ha tanti centri e tante zone da valorizzare, per questo ha una grandissima potenzialità futura. Ad esempio il centro di Borsano è bellissimo e ha del potenziale commerciale». Dall’opposizione interviene Paolo Pedotti (PD), chiedendo a questo proposito di «rivedere la tradizionale suddivisione in quartieri, che non considera San Giuseppe, Redentore e i Frati», non a caso quelli senza un vero centro. E l’architetto Ceci chiarisce la necessità di definire «quale ruolo Busto vuole giocare nella grande area metropolitana, da protagonista o da comprimario. E di conseguenza individuare le polarità funzionali di servizio in grado di rafforzare il ruolo di Busto nell’area vasta».
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