Busto, Farioli: «Rimpasto? Manca il lievito dei contenuti. Ospedale, basta inerzia»

Gigi Farioli

BUSTO ARSIZIO – «Al rimpasto serve il lievito dei contenuti». Parola di Gigi Farioli, l’ex sindaco oggi capogruppo dei centristi di “Popolo Riforme e Libertà”. Di mesi di agosto a discutere di rivisitazioni della giunta ne ha trascorsi diversi, oggi dai banchi della minoranza ricorda al sindaco Antonelli che «ha potere e responsabilità conseguenti, persino diritto e dovere», di fare delle scelte. E indica i temi su cui sente la necessità di un confronto: PGT, PNRR, partecipate e sanità. Sulla questione dell’ospedale in particolare “il Gigi” denuncia «una certa inerzia, almeno ufficiale, che pare invece essere in antitesi con l’iperattivismo della vicina Gallarate».

Farioli, lei che in quarant’anni di amministrazione di rimpasti ne ha passati parecchi, come giudica questa “tiritera”, per usare le parole del segretario del PD Pedotti?
«Abbiamo ormai alle spalle le Olimpiadi, il ferragosto, gli eccessi climatici e, per la maggior parte, l’agognato periodo di vacanza. Ahimè, per chi come noi vive la passione per la politica, la propria Città e tutto ciò che la anima, con tutt’altro che malcelata amarezza continua ad essere attuale la stanca e trita telenovela del rimpasto. E ciò non tanto perché scandalizzati dalle “legittime” (?!) ambizioni e dalle “necessarie” (?) logiche di equilibri e rappresentatività quanto per l’assoluta assenza di temi, merito e contenuti che ormai da mesi accompagna gossip, affermazioni, comunicati, smentite che confermano e insieme dequalificano ancor più, se possibile, istituzioni e partecipazione democratica. E, per di più, oltre che provocare inerzie, precarietà, dubbi e incertezze, che chiunque frequenti il palazzo rileva, paiono allentare la presa e l’attenzione sui temi del presente e del futuro della Città e dei cittadini che continuano a rappresentare il senso vero della buona politica e delle istituzioni democratiche».

Tutto fermo in attesa delle decisioni della maggioranza, questo intende dire?
«Gli ultimi consigli comunali prima della sospensione agostana hanno offerto spunti che, pur tra apparenti e contraddittori atteggiamenti di una maggioranza in stato preferiale e confuso e forse troppo distratta dai temi autoreferenziali di cui sopra, circa invece la assoluta necessità e urgenza di riporre al centro del dibattito consiliare e non, alcune priorità su cui anche le forze di minoranza con spirito costruttivo possono contribuire proficuamente. PGT, PNRR, Partecipate e loro valorizzazione e l’ormai troppo dimenticato tema della sanità ospedaliera e territoriale sono certamente temi da aggredire, trasformando pragmaticamente colpevoli inerzie e ritardi a diversi livelli, e criticità, in potenziali opportunità su cui investire nella parte finale di questa consiliatura».

Sulla sanità e sul futuro degli ospedali ha provato più volte a strigliare l’amministrazione e la maggioranza. Invano?
«Continuiamo a credere che il non aver voluto istituire una commissione ad hoc sulla sanità abbia costituito una occasione persa per valorizzare con costanza e specificità il ruolo di Busto sia nell’approccio al nuovo ospedale che nella garanzia di giungervi con il mantenimento di livelli di servizi e qualità coerenti con la storia eccellente del “nostro” ospedale, sia nella scelta e coordinamento dei servizi sociosanitari pre e post ospedalieri (case della salute, case di comunità ecc., medicina e infermieristica territoriale) in equilibrata valorizzazione dei quartieri. Così come per uno studio tempestivo ed efficace della ridestinazione del sito oggi sede dell’ospedale. A tal proposito notiamo con rammarico, dopo la approvazione dell’accordo di programma sul nuovo ospedale, una certa inerzia almeno ufficiale che pare invece essere in antitesi con l’iperattivismo della vicina Gallarate».

Cosa si sente di suggerire in questa fase?
«Alla luce anche del generoso ruolo che la Città e l’amministrazione di Busto hanno sin dall’inizio avuto per il nuovo ospedale confermato tra l’altro dall’Accordo di Programma in cui di fatto gratuitamente abbiamo messo a disposizione della Regione l’area senza particolari compensazioni dirette, perché non cogliere da subito l’opportunità del PGT per insediare il tavolo dell’Accordo di Programma sull’odierno sito commissionato ad Arexpo, già indicata dalla Regione estendendolo magari anche alle aree finitime, già pubbliche, sfruttando l’opportunità per una valorizzazione anche urbanistica e ambientale del quartiere e della zona di sutura tra San Giuseppe, Beata Giuliana e le aree del nuovo? Va ricordato che, a differenza di Gallarate, dove esiste una netta contrapposizione tra maggioranza e minoranze, a Busto non solo il nostro gruppo è da sempre sostenitore, ma anche il Pd, che in un primo momento aveva espresso perplessità, in consiglio si è unito al sostegno dell’accordo».

E sul futuro della galassia Agesp?
«Per le partecipate da tre anni attendiamo, tra improvvisi stop and go, una organica proposta di valorizzazione strategica, purtroppo sinora tramutatasi in interventi a spot, incarichi di pareri rimasti di fatto inevasi  Cogliamo la disponibilità di dialogo aperta sulle criticità della raccolta puntuale, del tentativo di allargare i servizi sul territorio provinciale (Newco), sul futuro di Agesp Strumentale per dare prospettiva strategica ad un patrimonio economico, finanziario ed occupazionale anche in ottica futura di un’area vasta in cui mantenere voce in capitolo (ricordiamo Neutalia, Prealpi Gas, Agesp Energia…).

Insomma, di carne al fuoco ce n’è. O meglio, ce ne sarebbe…
«
E anche di pane da infornare ce n’è molto, chi ha le “mani in pasta” abbia uno scatto d’orgoglio e ridefinisca pure obiettivi, priorità, deleghe. Ma soprattutto il lievito dei contenuti. Se del caso anche incarichi che valorizzino merito e contenuti. Chi è stato eletto direttamente ne ha potere e responsabilità conseguenti. Persino diritto e dovere. Noi non mancheremo di offrire il nostro contributo. Ovviamente sui contenuti. E ricordiamoci che, come per l’ospedale, il tempo non è mai una variabile indipendente. Cogliamo il treno quando passa. Facciamo di tutto perché passi. E che giunga in stazione. Consentitemi a questo proposito un “Post Scriptum”: Novità sul raccordo Y e i collegamenti con Malpensa e Milano? Ma su questo, e su altro, torneremo».

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busto arsizio gigi farioli rimpasto – MALPENSA24
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