L’Italvolley di Velasco è d’oro: la medaglia di Busto e di Pirola

BUSTO ARSIZIO – Tutta Italia è in festa per l’impresa di Egonu e compagne, capaci di portare all’Italia del volley la prima storica medaglia d’oro alle Olimpiadi; il “maestro” Julio Velasco si coccola l’ultimo alloro che ancora mancava alla sua infinita collezione di vincente; ma l’oro a cinque cerchi celebrato sotto la Torre Eiffel – davanti peraltro al consigliere Uyba Simone Facchinetti – in realtà parte da lontano: più precisamente da Busto Arsizio; e ha un padre su tutti: un tale Giuseppe Pirola.

Intendiamoci la carriera di Julio sarebbe stata ugualmente un successo, ma senza quella magata di Pirola, quando il patron biancorosso durante una notte insonne decise di chiamare Velasco alla Uyba, facendo di fatto rientrare il coach argentino dalla porta principale della pallavolo femminile (e aprendogli di fatto la strada per Parigi 2024), oggi l’Italia non sarebbe probabilmente in festa. E il maestro – che a Busto tanto per ricordare appianò anche il caso Egonu (post Mazzanti) – non apparirebbe come un supereroe o come il salvatore della Patria.

Da quando Velasco ha lasciato Busto, tradendo non solo l’affetto del popolo biancorosso che l’aveva accolto come un autentico paladino, ma soprattutto il patto salvezza sottoscritto con le giocatrici (che al momento del suo addio avevano persino rifiutato d’incontrarlo) – il maestro non è più voluto tornare sulla vicenda, glissando sempre l’argomento, in barba persino alle sue proverbiali doti di grande comunicatore.

Per chi crede nel karma, oggi sarebbe bello che Velasco, nel celebrare il suo trionfo, quello delle sue ragazze e quello dell’Italia, si ricordasse anche di Busto, sacrificata all’onore di Patria.

O come direbbe Foscolo, il sacrificio della patria nostra è consumato

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oro Velasco Busto Pirola – MALPENSA 24
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