Milano, «Vallanzasca sta male, vada in comunità». La decisione della procura generale

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Renato Vallanzasca

MILANO – Le condizioni di Renato Vallanzasca, 74 enne a capo della malavita milanese in un passato mai troppo remoto, la cui mano prese parte a rapine, omicidi e sequestri, ha trascorso circa 52 anni in carcere, forte dei quattro ergastoli a cui è stato condannato, sono peggiorate drasticamente. A dirlo è la Procura generale di Milano, che ha accolto la tesi della sua difesa, secondo cui per Vallanzasca la sua demenza è «incompatibile con il regime carcerario», e per tanto si deve individuare una struttura, un luogo di cura, in detenzione domiciliare, dove proseguire la sua condanna.

Il peggioramento della malattia

Secondo i suoi avvocati, dall’inizio del 2023 la sua malattia ha avuto un rapido e costante peggioramento, tanto da renderlo non più autosufficiente, a rischio cadute e non in grado di sostenere la vita nel penitenziario. Per accertare che l’uomo già protagonista di evasioni e fughe da film, l’autorità giudiziaria ha disposto un esame approfondito del detenuto, culminate in diverse relazioni cliniche che lo descrivono come disorientato nel tempo. Ora la decisione spetta al Tribunale di Sorveglianza è attesa per i prossimi giorni.

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