SOMMA LOMBARDO – Rissa sfiorata a Somma Lombardo. Ieri, 30 settembre, verso la fine del consiglio comunale, l’assessore Francesco Calò (Urbanistica) e il consigliere comunale Gerardo Locurcio (Somma al Centro) sono stati divisi per evitare lo scontro fisico. A scatenare la bagarre, l’intervento durante le comunicazioni conclusive dell’ex presidente in aula – oggi a tutti gli effetti in opposizione – sul futuro della casa di riposo “Il Girasole“. Una parola tira l’altra e in un attimo si è passati, letteralmente, al vis à vis.
L’attacco di Locurcio
Un intervento velenoso, quello di Locurcio. Con attacchi, anche pesanti, rivolti al primo cittadino Stefano Bellaria e alla giunta sulla delibera che il consiglio comunale approvò all’unanimità nel 2022. Documento che dava priorità a costruire la nuova rsa recuperando una struttura in centro, scelta che è ricaduta poi sull’ex Lanificio. «Il sindaco e i suoi assessori hanno indirizzato la scelta del Girasole (inteso il Cda della Fondazione, ndr) sempre e solo verso una location in centro città, che avrebbe potuto essere anche la migliore. Però questa situazione è stata forzata», le parole di Locurcio. Spostando poi l’accusa sulla mancanza di condivisione dell’iter in corso: «La situazione è sempre più nebulosa e a rischio». E ancora: «Il futuro del Girasole è in pericolo, data la scadenza dell’affitto dei locali all’ospedale Bellini entro il 31 dicembre in arrivo. Viene da chiedersi se insistere caparbiamente sulla volontà di prevedere l’ex Lanificio come unica location, abbia giocato negativamente nel trovare una soluzione utile. Si sa solo che, ad ora, non c’è nessun acquirente: è tutto fermo». Infine ha ritirato «moralmente e politicamente» il parere favorevole espresso per la delibera di due anni fa.
È scontro
Immediata la reazione di Bellaria: «Ci riserveremo con i legali di capire se quanto detto sia oggetto di querela. Sono affermazioni pesanti, sostenere che il sindaco e la giunta hanno indirizzato alcune scelte del Cda: se ne assumerà la responsabilità». Parole a cui Locurcio ha risposto abbandonando l’aula, facendo leva sul fatto che – da regolamento – non è previsto il dibattito durante le comunicazioni (anche i consiglieri Alberto e Martina Barcaro di Noi per Somma hanno lasciato la seduta).
Ma questa volta era diverso, secondo la maggioranza. Si è trattata di una risposta a titolo personale (come ha poi dichiarato anche il vicesindaco Stefano Aliprandini), visto che «è stato utilizzato – ha chiuso il primo cittadino – un modo improprio di intervenire, sperando di non avere neppure una replica perché non ha le palle per discuterne: si vergogni. Rigetto completamente quanto ha detto».
Rissa sfiorata
Nel frattempo, l’assessore Calò ha perso la pazienza. Si è quindi alzato dal suo posto, dopo aver provato a prendere parola, e si è avvicinato a Locurcio. Tutto è avvenuto a microfoni spenti. E solo verso la fine, nel momento in cui il sindaco stava per pronunciare il suo intervento conclusivo, è arrivata la richiesta di intervento: «Portate via quel cretino», ha detto Bellaria. Tanto basta per mettere in evidenza la tensione che, in pochi minuti, si è accumulata nella Sala del Camino. L’assessore è stato portato via da Aliprandini e dal membro del Pd, Fabio Sorte. Rissa sfiorata.
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