Malpensa a Berlusconi, Lega Samarate: «Maggioranza divisa». Sac: «Accuse gravi»

SAMARATE – Il ricorso al Tar di Samarate contro l’intitolazione di Malpensa a Silvio Berlusconi? «Dire che non è un’azione politica fa sorridere. Una parte della maggioranza non si è espressa». Un commento, una provocazione, quella di Valentino Celotto (Lega). Riferimento che va alla riunione di giunta in cui si è deciso di ricorrere alle carte bollate, alla quale era assente soltanto l’assessore Alessandra Cariglino di Samarate al Centro. Quanto basta per far sobbalzare il presidente del consiglio comunale Luca Macchi (Sac), che tronca di netto: «Sono accuse gravi».

Il nome? «Non c’entra»

La decisione di fare ricorso al Tar è arrivata in consiglio comunale a Samarate ieri, 31 ottobre. Non per discuterne e votare, come hanno fatto a Somma Lombardo e a Cardano al Campo (colpa dei tempi stretti – ha giustificato il sindaco Alessandro Ferrazzi – che hanno portato la giunta a muoversi in fretta). Ma con un question time presentato proprio dalla Lega per chiedere dettagli sulle modalità e sui motivi che hanno spinto l’amministrazione comunale a muoversi in questa direzione. Le informazioni sono state snocciolate, punto per punto, dal primo cittadino. Che ha subito precisato che «non è per il nome dato all’aeroporto».

L’atto politico, il botta e risposta

Per il leghista Celotto, invece, «è un atto politico». Anche perché «una parte della maggioranza non si è espressa», ha aggiunto alludendo all’assenza di Cariglino: oggi esponente di Sac in una giunta di centrosinistra, ma nata e cresciuta in Forza Italia, partito fondato proprio da Berlusconi. Insomma, un modo per tornare sul cavallo di battaglia delle opposizioni che fin dall’inizio accusa la maggioranza di essere troppo eterogenea. Immediata la reazione di Macchi, leader dei moderati, che prova a spegnere la polemica: «Non si può venire a dire che un’assenza sia una questione politica. Le assenze sono possibili, quindi dire così è un’accusa grave».

Il sindaco spiega

Nel frattempo, Ferrazzi ha sottolineato i motivi che hanno spinto a unirsi a Somma e Cardano: «C’è stata una prevaricazione nei confronti dei Comuni», ha detto. «Enac è stata spinta da ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Gli enti locali del territorio non sono stati interpellati, cosa che per altri aeroporti invece è stata fatta». Di fatto, ha aggiunto, «ci siamo sentiti defraudati della possibilità di scegliere: non vogliamo essere sovrastati per una cosa che riguarda il territorio». Senza dimenticare «che ci sono già altri problemi con l’aeroporto, legati al rumore, all’inquinamento e al traffico». Non solo, Ferrazzi ha fatto riferimento alla normativa che prevede che debbano passare almeno dieci anni dalla morte della persona a cui si vuole intitolare un’area o un’infrastruttura: «In questo caso non è avvenuto». Infine, un appunto sulla spesa prevista di circa 2800 euro: «Non è eccessiva, questa. Pensiamo invece che siano ben altri i costi che dovremo affrontare, a causa della carenza di manutenzione della precedente amministrazione». Citando anche alcuni esempi: «Il parco di via Cinque Giornate è abbandonato da anni, il Parco Primerano è in stato pietoso, in un’area in via Diaz ci sono depositi di materiali cementizi: lo spreco di denaro pubblico, insomma, è ben altro».

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