CASORATE SEMPIONE – I dati di Arpa mostrano che la sperimentazione delle nuove rotte di Malpensa «ha dato esiti positivi a livello complessivo». Quando si entra nello specifico, poi, si apre un ventaglio di valutazioni, percezioni, reazioni e opinioni differenti. Casorate Sempione ne è un esempio. Ieri – 7 novembre – il sindaco Dimitri Cassani ha convocato la prima assemblea pubblica per discutere i risultati del test delle nuove Sid, tema che ha già sollevato molte polemiche. E ieri è stato affrontato soprattutto da un punto di vista locale. I presenti in sala Prati – pochi, di cui la maggior parte da paesi limitrofi – hanno condiviso dubbi e avanzato richieste. Con un domanda su tutte: una soluzione ai disagi esiste? «L’unica è che Sea rinunci a una fetta di mercato», ha tagliato corto primo cittadino. Che, oltretutto, ha maldigerito, proprio l’assenza dei tecnici di Sea invitati per discutere le questioni più complesse.
Sea assente. Casorate dopo il test
Cassani è partito proprio dalle due sedie vuote che erano destinate agli esperti di Sea. «Avevo avuto rassicurazioni sulla loro presenza, ma all’ultimo hanno comunicato di aver avuto ordini dai superiori di non partecipare ai tavoli dei sindaci sulle evoluzione della sperimentazione. Lo trovo scorretto da un punto di vista istituzionale». Quindi è stato il primo cittadino – affiancato dall’assessore Andrea Tomasini – a snocciolare dati e scenari di un tema tecnico e complesso. Ricordando che «i sindaci non hanno deciso niente, hanno soltanto chiesto correttivi per migliorare la condizione di vita dei cittadini». Ora che il test delle Sid è stato sospeso, sono stati ripristinati gli scenari precedenti. E a Casorate è stato chiesto di riprendere quello del 2019, in epoca pre-Covid. «Abbiamo tre rotte – ha spiegato – con una distribuzione dei carichi del volato». Sono la 356, la 068 e la 038, «concentrando sul canalone tra Casorate e Arsago che è poco un’area poco abitata». Inoltre, le modifiche riguardano il rateo di salita degli aerei, «che è passato da 7 a 9 gradi permettendo raggiungere più facilmente il punto di virata».
I rapporti con Malpensa
Tecnicismi a parte, il risultato è che «il risultato ha dato esiti positivi, in termini di agio complessivo, con alcuni dettagli da affinare», ha spiegato il sindaco. «E, in totale, sono circa 220 le persone in meno esposte». Nel centro abitato di Casorate, poi, «c’è ancora troppa dispersione del volato, perché ci sono compagnie che non rispettano le rotte. Che andrebbero sanzionati». Poi, il sistema di analisi delle Lva è considerato «fallace», ha aggiunto. «Un valore che viene analizzato sulle 24 ore, considerando anche i momenti in cui gli aerei non volano: è chiaro si abbassano i livelli registrati. A Casorate è capitato di raggiungere anche picchi di 100 decibel con un passaggio cargo». Insomma, oltre agli interventi messi in atto per minimizzare i disagi, una soluzione certa ancora non esiste. Se non ragionare per assurdo e «pensare che Sea rinunci a una fetta di mercato». Fino all’affondo: «Se mi chiedessero di chiudere Malpensa domani, firmerei», ha detto Cassani. «Il territorio nasce prima dell’aeroporto. Ma la valutazione che è sempre stato fatta, anche coi colleghi del Cuv, è che si tratta della prima azienda presente. Che piaccia o no».
Le reazioni della sala
Nessuna reazione scomposta dalla sala. Pareri, dubbi e richieste però non sono mancati. Così Daniele Porrini, casoratese e attivista molto attento alle dinamiche di Malpensa: «Dispiace che non ci siano tecnici, sarebbe stato interessante avere un confronto per sciogliere alcune questioni». Anche perché, ha aggiunto, «il dovere di trasparenza e di informazione nei confronti dei cittadini è previsto per legge». Ma ha aggiunto: «Sea non deve essere vista come un mostro, è un’associazione che gestisce un bene demaniale e ha come obiettivo il profitto: faccia ciò che vuole. Poi, però, è la politica che deve decidere come agire sul territorio. E qui la politica manca da parecchi anni». L’ex assessore Dino Colella ha chiesto alla politica di «mettere l’accento sulla pianificazione del territorio, concentrandosi sulla zonizzazione in base agli scenari emersi». Da Coarezza era presente Silverio Colombo, per sapere se «sono previste compensazioni per chi ha subito il traffico aereo». E ancora, domande e interventi dal pubblico: «Il territorio non ha fatto altro che subire sempre di più». Oppure: «Ci vorrebbe un studio per difendere lo stato di salute dei cittadini». Fino alle spiegazioni richieste sul «perché il Cuv non abbia chiesto un supporto di natura tecnica per valutare le soluzioni proposte da Enac e Enav».
Il sostegno a Bellaria
Cassani ha colto anche l’occasione per difendere l’impegno del primo cittadino di Somma Lombardo, Stefano Bellaria. Che dall’inizio è in prima linea, grazie alle competenze maturate in ambito aeroportuale. Per questo motivo, nell’ultimo periodo, è stato spesso al centro delle lamentele da parte di comitati. Ha detto Cassani: «I sindaci sono quelli che hanno preso insulti. Io ho massima stima di Bellaria, chiedete a chi partecipa come uditore – e poi fa ricorso al Tar (riferimento che va a Golasecca, ndr) – delle battaglie fatte in Commissione aeroportuale. Proprio Bellaria è fra quelli che ha preso posizione per avere i dati puntuali per chi lamentava l’aumento dei voli».
Prossimamente sono previste nuove assemblee, due in particolare: una con i Comuni a nord dell’aeroporto e una con quelli a sud.
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