CASTELLANZA – Partono con una serata dedicata alla Sanità (13 novembre ore 21 in biblioteca). Ma non perché “hanno un medico nel motore” (Angelo Soragni), e neppure perché credono che la città, dopo due mandati di Partecipiamo, abbia necessità di cure. Semplicemente perché quello Sanitario è tema di stretta attualità e interessa un ampio pubblico di cittadini.
Insomma argomento perfetto per fare da richiamo e da volano a un momento che vuol essere culturale, ma anche “politico” in quanto la firma dell’iniziativa è di Siamo Castellanza, il gruppo che ancora con qualche incomprensibile titubanza non ha detto in maniera chiara che rappresenta la base per la costruzione di una lista alle prossime elezioni amministrative del 2025.
A Marnate non è piaciuto. A Castellanza sì
C’è molta curiosità attorno a questo progetto che si dice nuovo, ma che annovera, per ora, volti noti e stranoti della scena politica cittadina. Anche se questo dettaglio non è certo un demerito. Semmai un plus visto la penuria di new entry in quella che è la politica attiva amministrativa.
Ma andiamo con ordine. A partire da simbolo e nome. Che non nascono certamente dal nulla. I ben informati, infatti, raccontano che sia il nome che la veste grafica arrivino dalla vicina Marnate. Il simbolo che sotto la guida di Marco Scazzosi è risultato vincente pare sia piaciuto anche a Castellanza. La vicinanza di partito (pare si siano parlati tra forzisti) ha poi permesso al gruppo castellanzese di usare, oltre al “Siamo…”, anche il simbolo marnatese. Ma non lo stesso che ha condotto alla vittoria, bensì quello che venne scartato da Scazzosi e company. Con le dovute modifiche local come si può vedere dalla foto di apertura. Insomma niente plagio, ma ispirazione.
Più SiAMO meglio stiamo. Ma quanti siamo? Un fiorino
Non spuntano come i funghi, ma iniziano a essere in tanti i gruppi che poi diventano liste di candidati alle amministrazione locali e che scelgono di anteporre al nome del paese il “SìAmo”. Giocando sull’unione di assertività (con il “Sì”) e amore (Amo) della propria comunità. E così al Siamo Fagnano di Marco Baroffio, si sono poi aggiunti il Siamo Solbiate (Arno), il Siamo Marnate e Nizzolina di Marco Scazzosi e ora il Siamo Castellanza.
Un civismo (e qui potremmo suscitare qualche repentina reazione fagnanese visto quanto accaduto con l’ormai ex assessore Mezanzani) a volte sventolato per velare, se non addirittura celare, l’appartenenza (dei singoli) ai partiti. Quasi sempre di centro destra. Per lo più di Forza Italia.
Lasciando perdere Fagnano – qui i forzisti sono out – (nelle scorse settimane sul civismo della Baroffio band Malpensa24 ha pubblicato diversi articoli), tracce di berluscones in abito civico le troviamo a Solbiate Arno dove la candidata Elena Mazzetti, morattiana, è di nuovo approdata nella sua casa di politica di partenza (Forza Italia); a Marnate con il sindaco eletto Marco Scazzosi (ma qui c’è tutto il centrodestra) e ora anche a Castellanza, dove i neonati “siamisti” annoverano due volti storici del partito di Berlusconi, ovvero Paolo Colombo e Raffaella Radaelli. Non solo, ma radio politica narra che un passo indietro (per ora) ci siano anche Orazio Olivares, Mario Rossi e il gruppo (un tempo folto e assiduo) dei forzisti castellanzesi della prima ora. Magari non proprio tutti.
Ma restiamo nella città “In su e in giù”. Dove lo Zibaldone di Siamo Castellanza è certamente ancora da comporre e comunque è già ben più largo dei confini azzurri. Pur avendo chiuso il recinto ad altre realtà e nomi del centrodestra.
Noi non ci SìAMO. O forse sì.
La Lega non c’è. Ma c’è Angelo Soragni, oggi il volto più noto della Lega castellanzese e ultimo candidato sindaco del centrodestra. Tanto che la sua presenza in questa nuova realtà che ambisce a correre alle prossime elezioni, ma ancora non lo dice in maniera ufficiale – si racconta – inizi a dare sui nervi alla sezione. E non è un caso che la voce ufficiale del giovane segretario cittadino abbia di fatto messo (per ora, perché le vie della politica sono infinite) una croce sull’esperienza.
Non ci sono i Fratelli. Anzi, non ci sono i Fratelli e – dicono anche qui i ben informati – soprattutto non ci saranno alcuni Fratelli. Quali? Basta contare i volti dei meloniani più attivi sulla scena politica cittadina per fare Bingo. Insomma Siamo Castellanza – racconta una fonte che ha avuto modo di interloquire con alcuni esponenti del gruppo – ha già messo veti su eventuali ingressi con targhetta di partito.
Sulla carta non c’è neppure Forza Italia. O Forse c’è. Negare l’evidenza, in una città dove ci si conosce tutti (presente e passato) fa sorridere: i principali promotori, oltre a Paolo Pagani, il nome più autorevole al momento per guidare da candidato sindaco la squadra, sono proprio forzisti di ferro e persone dalla lunga militanza belrusconiana. Però, si sa, (vedi Villa Recalcati, ma anche le amministrative di Varese 2021) sono tempi in cui l’onda del civismo funziona in casa azzurra nell’attesa di ritrovare quel centro politico sempre più simile alla città perduta di Atlantide ormai. Se poi la costruzione di questa mitica città partirà da Castellanza lo diranno i cittadini tra sette mesi.
