VERGIATE – «Riteniamo inaccettabili le parole “è davvero poco quello che si può fare per prevenire i rilevanti disagi”, sono una dichiarazione di resa. Dimostrano la mancanza di una visione della prevenzione delle calamità». Così Romano Balzarini, consigliere d’opposizione di Vergiate 2030, si rivolge al sindaco Daniele Parrino. Il riferimento va al fenomeno degli «eccessi d’acqua» di inizio luglio, con al conseguenza che «alcune aree molto abitate – le vie Cusciano, Piave e Locatelli, oltre la laterale di via Corgeno – sono state allagate». Un tema riassunto in un’interpellanza che verrà discussa al prossimo consiglio comunale. Ma anche in un ordine del giorno, con la proposta che i lavori in via Piave – per l’ampliamento del bacino di laminazione per la raccolta delle acque in eccesso – possa portare alla realizzazione di un parco pubblico.
Un nuovo parco
I lavori di via Piave «interessano una zona particolarmente critica per il rischio idrogeologico», premette Balzarini. «Ciò detto, l’area – che al momento si presenta ancora come un cantiere – può essere potenzialmente portata ad essere un nuovo parco pubblico, anche considerando la presenza di un nuovo bacino d’acqua in corso di realizzazione». La terra ora è stata «smossa completamente e se non sarà ripristinata l’area adeguatamente, si provocherò facilmente la crescita di rovi ed erbacce». Ma il potenziale, dice, c’è: un luogo che si trova «nelle vicinanze della scuola media, dello nuova area cani e della piazzetta su cui sono presenti attività commerciali che la rendono uno delle zone più frequentate del paese, specie nella stagione calda». Ecco perché è richiesto che «il nuovo bacino possa essere funzionale, in sicurezza, alle esigenze di una fruizione pubblica dell’area, da attrezzare per lo svago e il relax della popolazione e in particolare per il gioco dei bambini».
Prevenire gli allagamenti
Lo sguardo si amplia con l’interpellanza sul tema degli allagamenti, dopo glie venti di luglio. «Abbiamo un’area particolarmente critica, che conosciamo come la “rana” per la presenza di una zona paludosa, oltre ad essere quella più a valle del territorio». Inoltre, prosegue l’esponente di Vergiate 2030, ci sono «altre aree a rischio con le piogge intense, come la zona attorno al torrente Dando, le vie a ridosso dei boschi a Sesona, Corgeno, Cuirone e Cimbro, che ricevono, con le piogge, anche i detriti». E oltre ai lavori in Piave, «evidenziamo che sono necessarie ben altre ed ulteriori opere di prevenzione su tutto il territorio comunale». Nel documento che verrà sottoposto al consiglio comunale vengono richiesti una serie di chiarimenti. Legati ai prossimi lavori, ai costi, al piano di manutenzione e cura delle aree oggetto di intervento.
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