CASSANO MAGNAGO – Non ci sarà una Commissione d’indagine che riunisca le forze politiche di Cassano Magnago per discutere del caso Sieco. Respinta la proposta avanzata dalle opposizioni (Lega esclusa) di avviare un tavolo ad hoc per sciogliere i dubbi (e sono molti) che riguardano la società di raccolta e gestione dei rifiuti. Una soluzione «superflua», secondo la maggioranza. Che all’ultimo consiglio comunale ha reso noto di aver dato incarico agli avvocati per procedere contro la determina di esclusione, «che riteniamo illegittima da tutti i punti di vista», le parole del sindaco Pietro Ottaviani. Centrale anche la questione della Tari e dei debiti accumulati nel tempo, per una somma che «è arrivata a 1 milione 350mila euro», ha svelato il consigliere del Carroccio, Massimo Temporiti.
Il nodo Tari
È stato Tommaso Police (Pd) a presentare il documento, firmato anche da Gemma Tagliabue (Pd), Osvaldo Coghi e Giovanbattista Oliva (Forza Italia), Stefania Passiu (Cassano Futura) e dall’indipendente Daniele Mazzucchelli. Poi, l’intervento di Ottaviani. Che ha fatto il punto di quanto accaduto finora. «Non sarei mai voluto uscire da Sieco», ha detto. «Abbiamo sempre mirato ad avere i numeri per un confronto. Tutto ciò che ho chiesto è stato di coordinare meglio i lavori di pulizia: senza un controllo, nessuno li faceva».
Centrale la questione della tassa dei rifiuti. «Uno dei problemi più grossi avuti in ufficio di coordinamento era legato al debito», ha detto il primo cittadino. «Sieco aveva in house il contratto di gestione dei rifiuti e aveva affidato a Cms la raccolta della Tari». Una volta eletto, ha ricordato, «ho sostituito l’amministratore unico e ho chiesto e ottenuto di portare in casa la Tari, per uniformarmi con tutti i Comuni». Soluzione che «non ha dato nessun risultato». E ha aggiunto: «Chi ha sbagliato dei due (Sieco e Cms, ndr) io non lo so e non mi interessa: so che hanno firmato un contratto tombale, che oggi l’amministratore unico (Fabio Giordani, ndr) rinnega tramite gli avvocati di parte». Fino allo sfogo: «Mi sono sempre chiesto perché si chieda dei soldi a me, visto che non c’entro niente. Il problema non l’ho creato io, l’hanno fatto loro».
In mano agli avvocati
In aula, poi, sono state votate le variazioni di bilancio. Tra cui i 25mila euro destinati alle azioni legali del caso Sieco: «Sarà un percorso difficile e lungo», ha spiegato Ottaviani. «Abbiamo ipotizzato – e lo valuteremo anche in occasione della prossima Commissione – che Sieco continuerà a svolgere il lavoro tra gli otto mesi e un un anno. Mi auguro che venga fatto in maniera tranquilla e professionale».
Le reazioni
Nel frattempo è stata esclusa l’idea di una Commissione d’indagine. «L’intento era di avere informazioni, che si fa fatica a reperire. Poteva essere un’occasione per chiarire determinati aspetti», ha sottolineato Police. «C’è già stata la mancanza di confronto, ora avete perso un’altra occasione», ha aggiunto Mazzucchelli. «C’è sempre stata poca chiarezza», il commento di Coghi. «La commissione non serviva per accusare l’amministrazione, ma per avere le giuste informazioni», ha aggiunto Passiu.
Dal fronte della maggioranza, l’intervento di Mariangela Calì di Progetto Cassano 2032 (delegata alle Partecipate): «Non siamo d’accordo. Oggi ci sono aspetti che verranno trattati dai legali, giusto che la pubblica piazza faccia un passo indietro». Garantendo che «alla prossima Commissione utile daremo aggiornamenti puntuali».
Caso Sieco, chiesta una Commissione d’indagine. Cassano vuole risposte
