BUSTO ARSIZIO – Ha donato due sue opere d’arte ai centri antiviolenza E.va OdV di Busto Arsizio e SVS Donna Aiuta Donna di Milano come aveva fatto quest’estate per Aguav con il quadro dedicato a Niccolò Martinenghi, poi diventato campione olimpico a Parigi 2024. Manuela Carnini, in arte “Fridami”, la chirurga-artista di Busto Arsizio, ha messo la sua arte, ma anche la sua drammatica esperienza di vittima di violenza, al servizio della salute e della battaglia contro la violenza sulle donne.
Il convegno al Policlinico

Il convegno “L’arte che cura-L’arte al servizio della salute” si è svolto ieri, 29 novembre, nel tardo pomeriggio al Policlinico di Milano. Sono intervenuti le dottoresse Claudia Di Palma, coordinatrice dell’associazione SVS Donna Aiuta Donna di Milano; Giussy Barbara, responsabile del Soccorso Violenza Sessuale e Domestica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico; e Valentina Manias, psicologa e psicoterapeuta del centro antiviolenza E.va OdV di Busto Arsizio. Moderati da Alessandro Albani, attuale assessore a Busto Arsizio, hanno portato i loro saluti istituzionali i vertici di IRCCS Ca’ Granda, il presidente Marco Giachetti e il direttore generale Matteo Stocco, e il presidente della commissione welfare del Pirellone Emanuele Monti, oltre al governatore di Regione Lombardia Attilio Fontana con un videomessaggio. Era presente anche la dottoressa Alessandra Kustermann, presidente di SVS Donna Aiuta Donna.
L’arte che cura

Dopo aver realizzato, lasciandosi ispirare dalle pinne del nuotatore varesino Niccolò Martinenghi, l’opera “La forza oltre” da mettere all’asta per Aguav, l’associazione che sostiene l’Audiovestibologia di Varese, stavolta Manuela Carnini, in arte Fridami, ha donato due opere tra loro in antitesi, “Il meglio deve ancora venire” e “Anima bianca”, alle due associazioni antiviolenza E.va OdV e SVS Donna Aiuta Donna, per lanciare «un forte messaggio di sostegno per tutte le vittime di violenza», all’indomani della Giornata internazionale del 25 novembre. «Un evento incredibile – lo definisce l’artista, di professione chirurgo vascolare – l’arte come cura e come dono per scuotere le anime e dare messaggi potenti, la bellezza e l’arte sono strumenti fondamentali per contrastare la violenza sulle donne e per raccogliere fondi per le associazioni che si occupano di sostenere le vittime di violenza».
Le voci
«Siamo orgogliosi di aver promosso questa per sensibilizzare sul tema del contrasto alla violenza sulle donne – le parole di Marco Giachetti, presidente di Fondazione IRCCS Ca’ Granda – il Policlinico da 600 anni coniuga arte, bellezza e cura nello stesso luogo, un connubio ideale per mostrare l’arte come forma di cura psicologica, liberatoria e di aiuto per superare i momenti di difficoltà che ci sono in questi casi». Per l’assessore Alessandro Albani «la protezione e il rispetto dei diritti delle donne è un tema urgente, che richiede la collaborazione di tutti noi, non solo per sensibilizzare, ma per agire concretamente». E grazie alla «sensibilità» di Manuela Carnini, annuncia Albani, «l’idea che si sta plasmando è un progetto che unisce creatività e impegno sociale: la realizzazione di un futuro evento artistico che celebri il potere dell’arte come simbolo di solidarietà e speranza. E l’arte diventerà azione, un ponte tra il cuore e la realtà».
Il sogno olimpico di Martinenghi dipinto da Manuela Carnini: all’asta per Aguav
