L’inverno gelido dell’industria varesina: a tremare sono più di 1200 lavoratori

inverno gelido industria varesina
La pettorina della Fiom indossata da un lavoratore allo sciopero dei metalmeccanici: saranno mesi di lotta

VARESE – Tirava un freddo pungente ieri mattina, mercoledì 11 dicembre, davanti ai cancelli della Beko di Cassinetta che ospitava lo sciopero provinciale dei metalmeccanici. La nebbia a coprire i raggi di sole rendeva l’atmosfera gelida, proprio come la fabbrica a rischio ridimensionamento a Cassinetta, quella dei frigoriferi. Il caso emblematico dell’inverno dell’industria varesina. Che fa tremare i lavoratori, più di 1200 se si considerano gli addetti diretti delle aziende coinvolte dalle crisi, tra chi ha già chiuso, chi ha davanti a sé mesi di lotta e chi dovrà vivere riorganizzazioni complesse. E le dimensioni sono ancora più preoccupanti se si considerano anche i relativi indotti: 6000 persone solo per Beko. Si tratta di situazioni diverse tra loro e non tutte necessariamente al capolinea: qualche spiraglio di rilancio (come per Mv Agusta) c’è.

Il mondo che cambia

Ma quando i casi sono più di uno, e coinvolgono realtà di questo peso, è molto più di un campanello d’allarme: vuol dire che l’economia locale tutta è in sofferenza. Lo sa bene la governance dell’impresa varesina: non a caso la scorsa settimana Confindustria Varese ha voluto lanciare un messaggio con le parole del presidente Roberto Grassi che ha citato proprio le crisi aziendali dei brand storici del Varesotto chiedendo al Governo risposte urgenti di politica industriale. Ma l’esecutivo non ha la bacchetta magica: questa in sintesi la risposta del ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, uno che la realtà di Varese la conosce bene. «Il mondo sta cambiando: è una responsabilità non solo del Governo. L’Europa e i singoli paesi devono utilizzare degli strumenti nuovi», ha detto ai microfoni di Malpensa24. E in un mondo che si modifica anche i mercati si evolvono, tra ascesa della Cina e svolta energetica. Due su tutti mettono in crisi le aziende del Varesotto: il settore del bianco e l’automotive.

Beko & Co.

Il bianco, ovvero gli elettrodomestici, che a Varese hanno fatto la storia fin dai tempi di Mister Ignis Giovanni Borghi, il re dei frigoriferi. Proprio la fabbrica del freddo è in bilico a Cassinetta, con 541 esuberi annunciati a cui si affianca una stima di 250 impiegati a rischio. Di tavoli al Ministero se ne sono già contati tre in un mese, ma è chiaro che la vertenza sarà ancora particolarmente lunga. Al fianco dei lavoratori si sono schierate compatte le istituzioni. Si è invece già chiusa, e nel peggiore dei modi, la vicenda di Ilma Plastica, quasi 90 anni di storia: il fallimento della ditta di Gavirate attiva nella produzione di accessori per l’automotive ha coinvolto 130 lavoratori. Dalle auto alle moto con Mv Agusta, che se da un lato riesce a sganciarsi da Ktm che con la crisi miliardaria che la coinvolge avrebbe rischiato di portarla con sé nel baratro dall’altro dovrà però essere capace di camminare sulle proprie gambe. E i sacrifici per i 180 dipendenti non mancheranno, tra contratto di solidarietà e una ventina di esuberi.

Crisi Meta System

Infine l’ultimo caso scoppiato, quello della Meta System di Mornago. Realtà anche questa attiva nell’automotive per la produzione di schede per batterie di auto per clienti come Stellantis, Bmw e Porsche. Sono 130 in questo caso i lavoratori a rischio nella sede varesina, che si aggiunge a quella centrale a Reggio Emilia (con 450 addetti). La proprietà è cinese e la situazione di crisi viene descritta come drammatica. La mobilitazione dei lavoratori è partita: settimana prossima saranno in sciopero davanti ai cancelli della ditta. L’appuntamento per il presidio è per lunedì 16 dicembre.

Mv Agusta, 24 esuberi e contratto di solidarietà. «Ma così c’è un futuro»

inverno gelido industria varesina – MALPENSA24

Visited 196 times, 1 visit(s) today