A Busto l’Università dell’Insubria ora forma anche i dipendenti comunali

BUSTO ARSIZIO – Il “terzo polo” dell’Università dell’Insubria ora si fa sentire in città: in programma quattro corsi di formazione per i dipendenti del Comune di Busto Arsizio grazie alla convenzione con il Dipartimento di Scienze Umane e del Territorio dell’ateneo. «Abbiamo investito tanto e ci piacerebbe che gli spazi dei Molini Marzoli venissero valorizzati» l’appello del sindaco Emanuele Antonelli. E l’assessore alle politiche educative Chiara Colombo lo fissa come obiettivo: «Busto sempre più città universitaria».

La convenzione

L’amministrazione comunale e l’Università degli Studi dell’Insubria, con il suo Dipartimento di Scienze Umane e dell’Innovazione per il Territorio, hanno siglato una convenzione – quadro per la realizzazione di percorsi formativi e di aggiornamento professionale del personale dipendente del Comune, con particolare riferimento al personale educativo. L’accordo nasce dalla volontà dell’amministrazione di favorire la collaborazione con l’Università del territorio, nella duplice ottica di valorizzarne la presenza in città e nel contempo di promuovere la crescita professionale del proprio personale, a cui è offerta la possibilità di acquisire esperienze di aggiornamento qualificate e funzionali all’attività lavorativa e quindi al miglioramento dei servizi alla cittadinanza.

Il “terzo polo” dell’Insubria

«Lo ha sottolineato la nostra rettrice – rimarca Paola Biavaschi, direttore del dipartimento di scienze umane e delegata alle pari opportunità e uguaglianza di genere – la nostra università ha tre sedi, e non solo due, e una di queste è Busto Arsizio, di cui è stata nominata delegata la prof. Tiziana Rubino. È una città vivace ed un’opportunità per far crescere il nostro ateneo». La nuova occasione per avvicinare l’Insubria alla città la fornisce la nuova laurea magistrale per la formazione degli insegnanti delle scuole secondarie di primo e secondo grado e del personale delle pubbliche amministrazioni. È in questo ambito che verranno realizzati i corsi, di cui è responsabile scientifico Paolo Nitti, ricercatore di glottodidattica e linguistica educativa. «L’attaccamento al territorio per noi è elemento fondamentale».

Le sfide

Per il Comune si tratta di una possibilità ulteriore di garantire nuove opportunità di formazione continua e aggiornamento professionale ai propri dipendenti. «Sempre più caricati di lavoro, incombenze e burocrazia – li definisce l’assessore al personale Mario Cislaghi – abbiamo di fronte due anni e mezzo di sfide delicate tra il PNRR e il nuovo Pgt, e ci serve personale formato e sempre più sul pezzo. Questi corsi si aggiungeranno a quelli che già abitualmente fanno». E il sindaco Antonelli ricorda che «il nostro personale è già un’eccellenza, ma per spendere bene i soldi ci vuole professionalità».

I percorsi formativi

La convenzione prevede in particolare tre percorsi formativi che si svolgeranno nel 2025.

Il primo è un corso di Alta Formazione Universitaria dedicato alle educatrici di nidi e materne (66 in totale), con rilascio di crediti formativi, a seguito di esame finale, in programma a giugno 2025. Il corso, di 40 ore, è distinto in base alla specificità del ruolo delle educatrici in due moduli, uno per la fascia 0-3 anni e uno per la fascia 3-6 anni. «Anche con lezioni in presenza nelle aule dei Molini Marzoli – spiega Nitti – le educatrici acquisiranno competenze di taglio pedagogico per la gestione della disomogeneità e le sfide del contesto interculturale».

Il secondo percorso formativo consiste in un corso di 12 ore sulle competenze trasversali, le cosiddette “soft skill”, con l’obiettivo di «migliorare le capacità relazionali e comportamentali, al di là delle le competenze prettamente tecniche e professionali – fa sapere il responsabile scientifico – su temi sfidanti che rappresentano nodi critici dei servizi offerti dal Comune, come la scrittura professionale, la risoluzione dei conflitti, la comunicazione e studi di genere, il lavoro di squadra e il pensiero critico».

Infine, per i dirigenti di Palazzo Gilardoni, un corso di management “Dirigere la PA nell’era digitale”, per un totale di 24 ore, con esame finale e rilascio di crediti. Con quello che Paolo Nitti definisce «un taglio multisfaccettato che va dall’organizzazione aziendale alla comunicazione d’impresa fino alla filosofia politica».

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