GALLARATE – Il solito copione, con la solita Forza Italia a Gallarate che critica aspramente la sua maggioranza ma poi vota a favore. E’accaduto anche ieri sera, 19 dicembre, con l’approvazione del bilancio previsionale 2025. Ma lo scenario potrebbe presto cambiare, visto che la maggioranza attende con ansia la resa dei conti interna al partito con l’ormai imminente congresso cittadino.
Il ghost writer
L’azzurra Belinda Simeoni, voce sempre più critica all’interno della maggioranza, ha preteso una svolta sull’Urbanistica, ha chiesto di accantonare la tassa di soggiorno, ha criticato l’esecutivo sulla sicurezza, sul destino della Moriggia, sull’ascensore non funzionante del Seprio Park e sul destino del Centro diurno disabili. Un intervento dietro cui ci sarebbe ancora lo zampino del commissario cittadino di Forza Italia, Nicola Mucci. Senza fare nomi, lo hanno fatto capire prima l’assessore al Bilancio Corrado Canziani («Non so chi le ha scritto l’intervento e se glielo scriverà ancora, perché pare ci siano forti indicazioni che forse non glielo scriveranno più le stesse persone») e poi il sindaco Andrea Cassani: «Il 25 novembre il consiglio si è schierato contro la violenza sulle donne. E a tutte le donne sedute in quest’aula dico: non dovete leggere per forza gli interventi che qualcuno vi scrive, siate libere di dire ciò che pensate e se pensate quello che dite siate libere di votare difformemente dal vostro schieramento».
Il congresso
Proprio qui sta il punto. I colpi “a salve” di Forza Italia, che da un anno fa continui distinguo ma poi non vota mai contro, ormai non preoccupano più gli alleati, consapevoli che il partito di Silvio Berlusconi in città sia spaccato in due correnti e che il congresso atteso nei primi mesi del 2025 porrà fine a questa situazione. Se prevarranno i filogovernativi che fanno riferimento al vicesindaco Rocco Longobardi e al capogruppo Calogero Ceraldi, la frattura è infatti destinata a ricomporsi in modo naturale. Se invece avranno più tessere i ribelli capitanati da Mucci e Simeoni, allora con ogni probabilità si aprirà formalmente una crisi di maggioranza con esiti impronosticabili ma che in ogni caso non inficeranno sulla tenuta dalla maggioranza, visto che FI non ha i numeri per impensierire l’asse Lega – Fratelli d’Italia, al momento in apparente stato di grazia.
Il pandoro Cassagnez
Trattandosi di un trama ormai vista più volte, l’aveva predetta già a inizio dibattito Cesare Coppe (Città è Vita) nel suo intervento incentrato sulla «pubblicità ingannevole» dell’azione amministrativa del centrodestra, tanto da sventolare al termine del discorso – evocando il caso che coinvolse Chiara Ferragni – un “Pandoro Cassagnez” (nella foto in alto). Definendole «scaramucce di maggioranza», il consigliere di opposizione ha detto: «Abbiamo assistito a prove di forza in maggioranza, dichiarazioni che sembravano puntare più alla rottura che alla collaborazione. Forse qualcuno ha sperato in uno strappo, ma tutti i distinguo a mezzo stampa si sono risolti poi in aula con il pieno sostegno. Anche questa è stata pubblicità ingannevole, perché il sindaco è arrivato più o meno sereno a mangiare il panettone. O meglio, per restare in termini di metafora, il pandoro del nostro influencer».
Forza Italia Gallarate, è guerra tra correnti. Gli alleati stanno a guardare
