MILANO – Emanuela Maccarani, direttore tecnico dell’Accademia Internazionale di ginnastica ritmica di Desio (Monza) e allenatrice delle Farfalle, deve essere processata per maltrattamenti. A chiederlo è il Gip di Monza, che ha ordinato la formulazione dell’imputazione coatta, di fatto ribaltando la richiesta di archiviazione della Procura. Accolta invece dal Gip la richiesta di archiviazione nei confronti dell’assistente di Maccarani, Olga Tishina. Lo scorso agosto le pm Manuela Massenz e Cinzia Citterio, titolari dell’inchiesta, avevano chiesto l’archiviazione perché, nonostante l’allenatrice e la stessa Federazione non avessero fornito “adeguati supporti professionali” alle giovani atlete, non sarebbe emerso un quadro sufficiente esaustivo e comprovato nei confronti dell’allenatrice, con episodi di presunti maltrattamenti dalla rilevanza penale “frammentaria” e senza una abitualità nella condotta. Non ci era stata Anna Basta, ex ginnasta che insieme alla collega Nina Corradini aveva fatto partire le indagini nel 2022, che aveva depositato opposizione all’archiviazione.
Anna Basta, una battaglia lunga per uscire “da un buco nero”
“Siamo molto soddisfatti, l’impianto accusatorio è solido: le vessazioni e i comportamenti scorretti, intimidatori e offensivi, nei confronti di queste giovani ragazze non può essere giustificato dalle medaglie vinte. Niente lo giustifica, come cercavano di sostenere dall’alto nella Federazione. La rilevanza penale di tali comportamenti, come ha riportato anche il Gip, non può dipendere dalle diverse reazioni di chi li subisce”. Con queste parole l’avvocato Giovanni Battista Frisoli, legale di Anna Basta, ha commentato la decisione del Gip di Monza.
“Anna è contenta, ha lottato parecchio, anche se siamo solo all’inizio, ora ci sarà il dibattimento, il suo è stato un percorso di recupero psicologico duro, come uscire da un buco nero”, ha aggiunto il legale che, in relazione all’accoglimento della richiesta di archiviazione dalle medesime accuse per l’assistente di Maccarani, Olga Tishina, parla di una decisione “corretta”. Ora, ha concluso Frisoli, “speriamo anche che questo provvedimento abbia un risvolto nel procedimento disciplinare, che con un esposto a novembre abbiamo chiesto di riaprire”.
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