BUSTO ARSIZIO – L’aggressione allo studente quindicenne in corso XX Settembre, e l’appello della preside dell’ITE Tosi sulla città violenta e pericolosa per i giovani, riportano al centro del dibattito politico il tema della sicurezza. Il PD, con Cinzia Berutti, rilancia la sua mozione sulle politiche di prevenzione che invoca progetti ad hoc per affrontare il tema della marginalità sociale dei giovani, mentre l’ex assessore alla sicurezza Salvatore Loschiavo accusa la politica cittadina, che su questo tema «non ci sente. Non bastano due taser, servono più agenti» per il corpo di Polizia locale.
Il PD per la prevenzione
La mozione del centrosinistra sulla prevenzione «cade a fagiolo, anche se avrei fatto ben a meno», come sottolinea la consigliera Dem Cinzia Berutti, prima firmataria del documento che il 26 marzo andrà in aula. «Forse è ora di muoversi con fatti e azioni concrete e con progetti che si vedano. La situazione è diventata pesante: quando i nostri ragazzi sono fuori vorrei sapere che sono al sicuro». Berutti continua a considerare quella degli educatori di strada una possibile soluzione: «Non l’unica, ma alternative non se ne sono viste. Non possiamo aspettare che i ragazzi vengano agli eventi culturali o sportivi, occorre andare verso i ragazzi e trovare strade per raggiungerli dove si ritrovano». L’esponente del PD lo propone sin da quando era assessore ai servizi sociali Miriam Arabini, sei anni fa: «Ora però si passi dalle parole ai fatti». Ora la speranza è che dalla riunione delle commissioni congiunte cultura, servizi sociali e sicurezza possa emergere qualcosa di concreto: «Mi sembra che si sia colto il senso, ma si esca con un impegno preciso».
Il j’accuse di Loschiavo
Torna a farsi sentire anche l’ex assessore Salvatore Loschiavo, che in scia alle parole della (sua) preside Amanda Ferrario punta il dito contro la politica. «Non ci sente la politica cittadina – sostiene Loschiavo – come assessore alla Polizia locale, ho lottato per parte del 2023 e per quasi tutto il 2024 semplicemente per riuscire a ripianare l’organico, decimato dal turn over. Attenzione, non per avere uomini in più, semplicemente per avere a disposizione gli uomini previsti da quella che un tempo si chiamava “pianta organica”. Il passo successivo avrebbe dovuto essere quello di ampliare l’organico, ma, nonostante tutte le dichiarazioni e i profluvi di parole di gennaio scorso, di tutto ciò, ad oggi, nemmeno l’ombra». Quello dell’ex assessore è un appello, che risuona quello già fatto a San Sebastiano nel 2024: «Assumere più agenti significa chiedere un sacrificio ad altri settori dell’amministrazione, ma si tratta di una precisa scelta politica. Se davvero si vuole investire nella sicurezza, serve questo, non basta dotare il corpo della Polizia Locale di due taser, altrimenti meglio non parlare, perché è solo demagogia e niente più». Ancora una volta i partiti finiscono nel mirino: «Non ci sente, soprattutto, la politica nazionale- secondo Loschiavo – serve ampliare e rafforzare gli organici delle Forze dell’Ordine e, qui, il compito è della politica nazionale. Trovo singolare lo sfoggio di gazebo di alcuni partiti politici di maggioranza che manifestano per chiedere al Governo, cioè a loro stessi, di essere più vicini alle forze dell’Ordine (così come mi stupisce il silenzio assordante dei partiti che non sono al governo). Smettetela di manifestare, cominciate a fare! E bisogna farlo in fretta. Altrimenti, vedo, come conseguenza, due rischi connessi e complementari: da un lato, la recrudescenza delle scorribande tossiche, sempre più fastidiose e violente, di questi gruppi di maleducati e delinquenti a discapito della gente perbene, e, dall’altro, il progressivo emergere/riemergere di iniziative private di uso della forza (alternativa rispetto alla forza dello Stato), altrettanto tossiche e di cui onestamente non sentiamo la nostalgia».
Aggressione al 15enne, la sua preside: «Busto violenta e pericolosa per i giovani»
