Busto, «flop centraline dell’aria. Stiamo buttando 60mila euro?». Fiore all’attacco

Nel riquadro, Emanuele Fiore

BUSTO ARSIZIO – «Le centraline dell’aria sono inefficienti. Troppi “buchi” nelle rilevazioni e nessun vero monitoraggio. Stiamo buttando via 60mila euro?». A chiederselo è Emanuele Fiore, consigliere comunale del gruppo misto, ma anche tra i fondatori del comitato No Inceneritore, che ha depositato un’interrogazione sull’attività delle sei centraline mobili per il monitoraggio dell’aria finanziate da Neutalia e installate due anni fa in giro per la città. «Avrebbero dovuto rilevare le emissioni in tempo reale ma i dati spesso sono mancanti e il Comune non ha nemmeno installato i tabelloni elettronici per renderli pubblici».

Le centraline

Una sfida tutta borsanese e tutta interna a Forza Italia, visto che il consigliere Fiore e il delegato all’ecologia Orazio Tallarida, che aveva promosso e presentato l’iniziativa, condividono l’appartenenza al quartiere che da cinquant’anni convive con l’inceneritore ex Accam ma anche, da poco, la tessera dello stesso partito. Le centraline mobili sono state collocate dalla società Tea-Group in sei siti: viale Cadorna in centro, via Cassano Magnago a Sant’Anna, via Confalonieri a San Michele, via Samarate a Madonna Regina, via delle Brughiere vicino all’inceneritore, e corso Sempione a Beata Giuliana. Rilevano le emissioni inquinanti, tra cui le polveri sottili PM10 e PM2,5, ma anche il rumore.

“Buchi” e inefficienze

Ma il consigliere Fiore contesta il fatto che alcune delle premesse di questa iniziativa non si sono mai verificate: «Nessuna centralina è mai stata allocata in sede diversa – elenca l’esponente del gruppo misto – così come non sappiamo se l’analisi dei dati rilevati dalle centraline sia stato affidato ad una commissione di monitoraggio appositamente istituita e non ci risulta l’installazione di tabelloni con i dati in tempo reale delle rilevazioni delle centraline». Non solo: nel report delle rilevazioni Emanuele Fiore ha riscontrato «numerose mancate rilevazioni» – 6 mesi per una stazione e 4 per un’altra – e la «totale assenza di dati da tutte le sei stazioni per i mesi di luglio e agosto 2024», e ancora «“% dati validi” per il fattore PM 2,5 raramente al 100% con punte minime addirittura del 24%» ma soprattutto «valori massimi sopra la soglia limite (per il PM 2,5 fissata a 25 e per il PM10 fissata a 50) per i mesi di dicembre 2023 e 2024, gennaio ’24 e ’25), febbraio e marzo ’24, con punte massime di 63 (+250%) per il PM 2,5 e di 159 (+318%) per il PM10 rilevati nel mese di gennaio ’24 a Sant’Anna». Tra i problemi emersi, Fiore aggiunge anche che «il rumore viene rilevato solo da una delle sei centraline e che il monossido di azoto (NO) viene rilevato pochissimo».

Le domande di Fiore

Troppi dubbi, dunque. Ecco perché il consigliere borsanese, in relazione all’indagine epidemiologica di ATS sugli effetti dell’inceneritore, chiede all’amministrazione di fare chiarezza su una serie di questioni. Tra cui quella del monitoraggio dei dati, per capire se la commissione è operativa e come agirà rispetto a «ben 20 mesi di rilevazioni» e se si intendono «intraprendere azioni conseguenti a malfunzionamenti o rilevazioni eccedenti le soglie di legge». In particolare, rispetto alla spesa di 60mila euro, Fiore vorrebbe capire se sono previste penali.

Qualità dell’aria, Busto la controlla con sei centraline pagate da Neutalia. Ecco dove

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