Strage di Erba: la Cassazione elimina ogni speranza di revisione per i Bazzi

ERBA – La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Rosa e Olindo Bazzi, i coniugi condannati all’ergastolo per aver ucciso, nel 2006 a Erba, Raffaella Castagna, suo figlio Youssef Marzouk, la madre Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Nella motivazione i giudici hanno spiegato come contro la coppia vi siano prove solide, “non solo per la forza espressa da ognuna delle principali prove acquisite in ragione della loro autonoma consistenza ma anche per la presenza di innumerevoli e minuziosissimi elementi di riscontro“. Si chiude così ogni possibilità di revisione del processo, auspicata dai due e dai loro difensori.

La strage di Erba

Venne denominata così dalla stampa per l’efferatezza dei delitti e il numero di vittime. Il movente, secondo l’accusa, risiedeva nei rancori condominiali e nelle liti tra Raffaella Castagna e Rosa Bazzi. Olindo Romano confessò gli omicidi, fornendo dettagli cruenti sulla dinamica degli eventi. La sua confessione, tuttavia, fu in seguito ritrattata, sollevando dubbi sulla sua spontaneità e veridicità. La vicenda di Rosa e Olindo rimane uno dei casi di cronaca nera più discussi in Italia, un esempio di come anche una sentenza definitiva possa lasciare aperti interrogativi e alimentare un dibattito sulla giustizia e sulla ricerca della verità. La brutalità del crimine e le zone d’ombra del processo continuano a dividere l’opinione pubblica.

L’iter giudiziario

Il processo di primo grado si concluse nel 2008 con la condanna all’ergastolo per entrambi gli imputati. La Corte d’Assise di Como ritenne le loro confessioni, seppur ritrattate, elementi probatori chiave, unitamente ad alcune tracce di DNA e impronte digitali rinvenute sulla scena del crimine. La sentenza fu confermata in Appello nel 2010 e successivamente dalla Corte di Cassazione nel 2011, rendendo definitiva la condanna all’ergastolo per Rosa e Olindo. Nonostante le condanne definitive, il caso non ha mai smesso di suscitare polemiche e dubbi. Avvocati e criminologi hanno sollevato perplessità sulla validità delle prove, in particolare sulla gestione e l’analisi delle tracce biologiche e sulla genuinità delle confessioni. Sono state evidenziate presunte incongruenze nelle testimonianze e possibili contaminazioni delle prove.  Negli anni successivi, sono state presentate diverse istanze di revisione del processo, basate su nuove presunte prove o su una rilettura critica degli elementi già acquisiti. Tuttavia, tutte le richieste sono state finora respinte dalla magistratura, fino ad arrivare in Cassazione.

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