BUSTO ARSIZIO – I primi 15 anni della Fondazione Giannina e Annibale Tosi: è festa grande alla Residenza Magistrelli-Armiraglio di via Catullo, la casa che accoglie famiglie e persone in difficoltà per indirizzarle verso una “ripartenza”. «Ne sono passate più di 100» sottolinea Paola Magistrelli, figlia di Pietro che di questa Residenza è stato l’anima.
La storia
«Tutto ebbe inizio nel 2007, quando la signora Giannina Migliavacca Tosi chiese a Pietro Magistrelli una perizia sulla casa che ci ospita oggi – racconta l’attuale presidente della Fondazione, Ettore Mazzucchelli, figlio di Franco che fu uno dei fondatori – qualche giorno dopo, Giannina raccontò di aver sognato il marito, che le diceva di non vendere l’immobile, ma di usarlo per aiutare persone in difficoltà. Da quel sogno è partita un’idea che si è trasformata in realtà, grazie all’impegno di Pietro Magistrelli e di un gruppo di amici – veri mecenati del bene – che già avevano contribuito alla nascita della struttura Anffas di via Piombina. Da lì, una nuova sfida: rendere questa casa un luogo di accoglienza e ripartenza. Ci sono voluti circa tre anni di lavoro, e nel 2010 abbiamo inaugurato la Residenza, con nove unità abitative e spazi comuni pensati per chi ha bisogno di un punto di partenza».
I protagonisti
Nell’occasione la Fondazione ha ricordato i fautori di questo sogno: Pietro Magistrelli, nel giorno in cui avrebbe compiuto 88 anni, e Franco Mazzucchelli, ma anche Bruno Tosi, Luigi Brugnoli e Gigi Armiraglio, oltre all’Anffas, presente con la presidente Anna Bacchiega e la vicepresidente Laura Bignami, e alle persone che hanno partecipato alla realizzazione della Residenza, tra cui Ercole Milani e i soci Lions. Erano presenti il prevosto monsignor Severino Pagani, il sindaco Emanuele Antonelli e l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni.
Il bilancio
«Dal 2010 a oggi, oltre 100 persone sono passate da questa casa – fa notare Paola Magistrelli – tante vite che hanno potuto trovare un nuovo inizio. L’inserimento avviene su segnalazione dei servizi sociali o di altri enti del terzo settore. Grazie a una rete preziosa di collaborazioni, possiamo accogliere, ascoltare e costruire percorsi concreti, ognuno secondo le proprie possibilità. Noi non abbiamo la bacchetta magica, ma facciamo la nostra parte. Sempre».
Le ripartenze
Nata per una popolazione anziana, dopo il Covid la Residenza è stata ripensata per progetti di reinserimento sociale rivolti anche a famiglie e persone giovani, in collaborazione con diverse realtà del terzo settore. «Il nostro programma si chiama “Passaggi e Ripartenze”, e ci impegna ad accompagnare la persona nella ricerca di lavoro, casa, stabilità – rivela Paola Magistrelli – anche nell’educazione al risparmio, nella gestione del denaro, e – quando serve – persino nella ricerca degli arredi per un nuovo inizio». Ai bustocchi è stato rivolto un nuovo appello, in pieno stile Magistrelli, ad aiutare la Fondazione: «Vi chiederemo presto di aiutarci a sostenere il nostro progetto anche attraverso donazioni sulla piattaforma della Fondazione Comunitaria del Varesotto, appena sarà attiva. Come sapete, la ricerca fondi è fondamentale per la sopravvivenza di questa realtà. Non riceviamo finanziamenti pubblici strutturati. Oggi più che mai, vi chiediamo di esserci vicini per quanto potete».
«Continuiamo la sfida di papà Piero». L’appello di Paola Magistrelli ai benefattori di Busto
busto arsizio fondazione giannina tosi – MALPENSA24

