Al Delfinato la prima sfida dell’anno tra Pogacar, Evenepoel e Vingegaard

ciclismo delfinato pogacar

Archiviato il Giro d’Italia, è tempo di entrare in clima Tour de France, e non c’è modo migliore per farlo se non tuffandosi sul Giro del Delfinato 2025, corsa di preparazione per eccellenza alla Grande Boucle. Da domenica 8 a domenica 15 giugno, 8 tappe per tutti i gusti attraverso l’antica provincia francese del Delfinato, che oggi corrisponde circa ai dipartimenti dell’Isère, della Drôme e delle Alte Alpi.

Nell’albo d’oro spiccano tanti nomi di prestigio, basti pensare che negli ultimi 3 anni hanno vinto due volte Primož Roglič e una volta Jonas Vingegaard. Pur avendo una storia ormai decennale – la prima edizione si è svolta nel 1947 – è una delle poche corse in cui un corridore italiano non si è mai imposto, con l’ultimo podio che risale addirittura al 1999, il terzo posto di Wladimir Belli. La corsa sarà visibile in diretta su RaiSport ed Eurosport.

PERCORSO

Si parte con una frazione nervosa, la Domérat – Montluçon di 196 km, che sul piatto mette 7 GPM di 4a categoria negli ultimi 90 km, l’ultimo dei quali, la Côte de Buffon (600 metri all’8,8%), a meno di 7 km dall’arrivo. Potrebbe essere sprint, ma i velocisti dovranno stringere i denti più del solito. Discorso simile per la Prémilhat – Issoire di 205 km, con 6 GPM blandi disseminati lungo tutto il percorso e un arrivo allo sprint che appare ancor più probabile, visto che l’anello finale di 47 km presenta solamente un paio di facili côtes.

Anche la terza tappa, la Brioude – Charantonnay di 207 km, non è di facile lettura. In particolare, è la Côte de Château Jaune (1,2 km al 9,5%) a destare interesse, visto che andrà affrontata a meno di 20 km dall’arrivo e per gli sprinter non sarà affatto facile tener duro, a maggior ragione se verrà affrontata a mille all’ora come ci si può aspettare.

Il primo spartiacque in ottica classifica generale arriverà con la cronometro del quarto giorno, la Charmes-sur-Rhône – Saint-Péray di 17,4 km. La prova è caratterizzata, nella sua parte centrale, da una salita secca di 1800 metri all’8,5%, che rischia seriamente di tagliare le gambe agli specialisti più puri. Nella quinta tappa, la Saint-Priest – Mâcon di 183 km, potrebbe arrivare il momento per i fuggitivi, dal momento che la parte centrale della frazione è un continuo saliscendi, abbastanza da scoraggiare gli sprinter a tener duro per l’ennesima volta, mentre gli ultimi 30 km dovrebbero essere piuttosto veloci.

Come tradizione, poi, il Delfinato si chiuderà con tre tappe corte ma super intense, destinate a regalare grande spettacolo. La Tappa 6 porterà i corridori da Valserhône a Combloux per 127 km, con un arrivo in salita tutto da interpretare. L’ascesa finale è infatti divisa in 3 sezioni, la prima che porta alla Côte de Domancy (2a cat., 2,5 km al 9,3%), poi un tratto che porta al centro di Combloux (3,5 km al 5%) e quindi la Côte de la Cry (2,7 km al 7,7%) che porta all’arrivo, per un totale di quasi 9 km di salita.

Il giorno seguente sarà il momento delle Alpi e delle cime di prestigio, con la Grand-Algueblanche – Valmeinier 1800 di 132 km, che metterà sul piatto il Col de la Madeleine (HC, 24,7 km al 6,1%), i 2000 metri di altitudine del Col de la Croix de Fer (HC, 22,4 km al 7%) e poi l’arrivo in salita a Valmeinier 1800 (HC, 16,2 km al 6,8%). La corsa si chiuderà quindi con la Val-d’Arc – Plateau du Mont-Cenis di 133 km. Il giudice finale sarà il Col du Mont-Cenis (1a cat., 9,7 km al 7%), che terminerà a 5 km dall’arrivo, prima di lasciare spazio all’altopiano

I FAVORITI

Tadej Pogačar (UAE Team Emirates-XRG), Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) e Remco Evenepoel (Soudal-QuickStep), nella loro carriera, si sono ritrovati a correre uno contro l’altro solo in 5 occasioni. Tolto il Tour de France dello scorso anno, in cui finirono primo, secondo e terzo, il trio si è incrociato al Giro dell’Emilia e a Il Lombardia del 2021, quando però nessuno dei tre era ancora la superstar che è oggi, alla Tirreno Adriatico 2022 (vinta da Pogačar) e alla Freccia Vallone dello stesso anno, dove andarono tutti e tre male. Un nuovo capitolo della rara sfida dei tre corridori universalmente riconosciuti come i migliori al mondo per le corse a tappe (e non solo) è in programma al Giro del Delfinato, in un antipasto super succulento di quanto vedremo a luglio alla Grande Boucle.

Conoscendoli, lotteranno tutti per vincere anche questa corsa. Lo sloveno, che il Delfinato lo ha corso solo nel 2020 chiudendo 4°, è probabilmente quello che ci arriva meglio, visto che il suo 2025 è filato finora tutto liscio con le vittorie a Strade Bianche, Giro delle Fiandre, Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi, e in qualsiasi corsa che ha fatto non è mai sceso dal podio. Il danese non si vede in corsa da quasi 3 mesi, dopo la brutta botta subita alla Parigi-Nizza, ma se indossa un dorsale, di solito, è perché va forte. Al Delfinato, inoltre, è sempre stato protagonista, con la vittoria finale del 2023 e il gentile regalo a Roglič nel 2022. Il belga, infine, è tornato a correre solo ad aprile dopo le multiple fratture a scapole e costole subite in allenamento a dicembre, vincendo la Freccia del Brabante e rendendosi protagonista di una grande Amstel Gold Race, salvo poi calare un po’ e terminare il primo blocco di corse al Giro di Romandia. L’anno scorso arrivò al Delfinato non al meglio, chiuse 7° pur vincendo la cronometro, ma poi fece comunque uno splendido Tour.

Dietro loro tre – Vingegaard potrà contare anche su Matteo Jorgenson, 2° lo scorso anno, e Sepp Kuss – c’è una sfilza di corridori che proverà a guardarli dal più vicino possibile, in particolare Lenny Martinez (Bahrain Victorious), Florian Lipowitz (Red Bull-Bora-hansgrohe), Carlos Rodriguez (Ineos Grenadiers) e Enric Mas (Movistar), senza dimenticare Guillaume Martin (Groupama-FDJ), Harold Tejada (XDS Astana) e Max Poole (Picnic PostNL), autore di un Giro d’Italia in crescendo. C’è poi Romain Bardet (Picnic PostNL), che al Delfinato chiuderà la sua carriera ed è lecito attenderselo battagliero dal primo all’ultimo giorno.

Tra i corridori veloci spicca la presenza di Jonathan Milan (Lidl Trek), che metterà della buona fatica sulle gambe prima del Tour, e poi Pascal Ackermann (Israel-PremierTech), Paul Penhoët (Groupama-FDJ), Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) e Matteo Trentin (Tudor). In mezzo alle tante star citate, inoltre, ce ne sarà un’altra, Mathieu Van der Poel (Alpecin-Deceuninck), che ha recuperato dal problema al polso e si appresta a vivere un mese e mezzo di fuoco in Francia.

Articolo a cura di Tuttobiciweb.it

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