BUSTO ARSIZIO – «L’edicola di San Carlo sta cadendo a pezzi, è una vergogna per la città di Busto». Non usa mezzi termini, come sua abitudine, l’ex consigliere comunale Livio Pinciroli, per denunciare le condizioni di degrado a cui sta andando incontro ormai da tempo la cappelletta dedicata a San Carlo Borromeo di via Matteotti, a due passi dal Conventino in fase di ristrutturazione.
“Quattro soldi” per San Carlo
«Con tutto il denaro pubblico che il Comune butta via dappertutto, possibile che non trovi quattro soldi da spendere per sistemare l’edicola di San Carlo?» la provocazione di Pinciroli di fronte alle condizioni in cui versa l’altare urbano di via Matteotti. «È una statua bellissima, che ha un valore storico e devozionale significativo, in una zona della città che merita di essere valorizzata – sostiene l’ex consigliere della Lega – l’amministrazione comunale non può voltarsi dall’altra parte e fare finta di niente. Sarebbe davvero uno scandalo».
I precedenti
Sono anni ormai che il suggestivo luogo religioso dedicato al santo di Arona attende un intervento di restauro. I segni di ammaloramento e di distacco dei materiali dalla statua sono ormai evidenti, così come le crepe e le ampie scrostature dell’intonaco sullo sfondo dell’edicola. Del resto l’ultima sistemazione risale al lontano 2011, poi più niente. Tre anni fa era stata Busto al Centro a lanciare un appello per salvare l’edicola votiva del ‘600, depositando un’interrogazione in consiglio comunale firmata dal suo capogruppo Gianluca Castiglioni. E lo scorso anno l’architetto Carlo Valentini aveva invitato i suoi omonimi Carlo e Carla della città a mobilitarsi per salvare la statua di San Carlo a cui molti nel quartiere sono devoti.
Appello di Busto al Centro alla giunta: “Salviamo l’edicola di San Carlo”
