Pubblica amministrazione e carenze di personale, che disastro

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Il tema: la tenuta operativa degli enti e dei presidi pubblici per l’insufficienza degli organici. Dappertutto, senza eccezioni, anche nel profondo Nord, soprattutto al Nord, nella provincia di Varese “che lavora, che produce”, centro strategico per le infrastrutture e la mobilità, chiamata a fare i conti con le inefficienze e le disfunzionalità della pubblica amministrazione.  Scenario che spesso, troppo spesso, diventa un freno a ogni livello, anche per le eventuali emergenze che potrebbero verificarsi. Un esempio riguarda i vigili del fuoco, da mesi alla ricerca di personale per riempire i numerosi vuoti. In loro soccorso si è mossa la politica, per l’occasione l’onorevole Stefano Candiani, che ha preso a cuore il problema. Soluzioni? L’esponente leghista ammette le difficoltà a causa di normative che facilitano i trasferimenti volontari. In chiaro: si partecipa al concorso per l’assegnazione a Varese, acquisiti i necessari punteggi si può chiedere subito di essere destinati nella sede più vicina a casa, segnatamente al Sud. Lecito, ci mancherebbe, ma le conseguenze sono purtroppo scontate.

Vale per i vigili del fuoco, come per molti altri casi. Al di là della specifica questione possiamo addentrarci nei Comuni: non ne conosciamo uno che non denunci uffici sguarniti. Fino a pochi anni fa, la prospettiva del posto fisso in un’amministrazione civica faceva premio su tutto il resto, anche rispetto all’assunzione in una azienda privata. Ora gli scenari sono cambiati, colpa degli stipendi inadeguati al momento congiunturale, colpa delle indeterminatezze operative all’interno di molti Comuni, della conflittualità che si è generata a largo raggio, colpa di tutto quello che volete voi, fatto è che i Comuni, in quanto a personale, boccheggiano.

Per non dire della sanità, dove le difficoltà stanno letteralmente esplodendo. Le direzioni generali delle Asst di Varese e di Busto Arsizio cercano in tutti i modi di assumere medici e infermieri, che, come si sa, preferiscono le strutture private o gli istituti sanitari della vicina Svizzera, dove le remunerazioni sono doppie, se non addirittura triple. Magari il posto fisso lì non è garantito, ma una dignitosa retribuzione sicuramente sì.

Carenze di personale anche all’Agenzia delle Entrate, al Catasto, all’Inps e alle Poste, dove è un’impresa riuscire a dialogare con un funzionario. Si riesce a parlare soltanto con le mail, che sono impersonali e, manco a dirlo, non riescono a soddisfare tutte le richieste. Un contesto che viene esasperato dalla burocrazia, una tentacolare serie di procedure, pedanterie, lungaggini, formalismi e fiscalità che complicano di molto le incombenze. E le rinviano nel tempo. Gli effetti negativi sull’intero comparto produttivo ed economico sono inevitabili. Allo stesso modo deleteri per i nervi dei cittadini.

Vogliamo parlare della Giustizia? Basti l’esempio dei Giudici di Pace di Busto/Gallarate: molte cause sono rinviate al 2031 perché, oltre ai giudici, mancano gli addetti a svolgere i compiti di segreteria. Un disastro. Giustizia che si declina con la sicurezza: le forze dell’ordine locali hanno di recente ottenuto rinforzi, comunque insufficienti per presidiare il territorio e le città a maggior rischio delinquenziale, con particolare riferimento alle gang giovanili.

E’ una fotografia generale che depone per lo sconforto, che richiama l’intero contesto nazionale ma che, qui da noi, in provincia, rischia di provocare un vero e proprio collasso istituzionale della pubblica amministrazione. A discapito della cosiddetta “questione settentrionale”, una volta prioritaria e adesso, se non dimenticata, finita tristemente sullo sfondo.

Vigili del Fuoco Varese: mancano uomini. Candiani: «Serve subito la soluzione»

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