CUNARDO – Ventiquattro quintali di patate consumati in tre giorni, i sette avanzati «sono stati donati alle Caritas della zona per chi ha necessità», nel pieno rispetto dello spirito della festa che è, prima e soprattutto, un appuntamento dedicato agli altri. La 17esima edizione della Sagra della Patata di Cunardo chiude, ancora una volta, con il botto.
La Sagra in numeri
Nuovo record di presenze con migliaia di partecipanti arrivati alla Baita del Fondista di Cunardo da tutta la provincia e anche da oltre i confini. «Stanchi ma molto soddisfatti – spiega Roberta Tuzzi, presidente del Cda dell’asilo di Cunardo, ovvero la ragione che ispira una sagra diventata ormai un must per il territorio – E’ andata bene anche quest’anno». Più che bene, la realtà è che la sagra di Cunardo va sempre meglio anno dopo anno. Qualche numero per capirci: nel corso della tre giorni di festa sono state servite 3.296 porzioni di gnocchi, di queste 1.250 di ormai mitici gnocchi viola al gorgonzola (e chi li ha assaggiati sa il perchè), le porzioni di patatine fritte uscite dalla cucina sono state 2.242 mentre quelle di frittelle di patate sono state 2.255. E del resto Tiziana, Giusy e Stefania, regine della cucina, sanno il fatto loro.
Un “villaggio” e i suoi bambini
Si dice che per crescere un bambino serva un intero villaggio, una lezione che Cunardo ha imparato alla perfezione. «L’anno prossimo diventiamo maggiorenni – spiega Tuzzi – In realtà senza i due anni di stop dovuti al Covid saremmo ormai a 20 anni di sagra». Tutto per far crescere l’asilo paritario di Cunardo, pagare gli stipendi delle insegnanti anche nei mesi in cui l’asilo è chiuso e occuparsi della manutenzione straordinaria dela struttura (quest’anno toccherà alle porte). Una struttura che è un gioiellino proprio perché il “villaggio” si occupa di far crescere i propri bambini: con indirizzo montessoriano l’asilo negli anni si è specializzato anche nell’accompagnamento dei piccoli con disabilità. «Che qui trovano sostegno per guardare al loro futuro. Le nostre maestre sono fantastiche, senza di loro niente sarebbe possibile -spiega Tuzzi – Quest’anno, tra l’altro, abbiamo anche 19 primavere, un numero mai visto prima». L’asilo fa in modo che i bambini camminino con le braccia e le gambe di tutti. E la Sagra della Patata fa lo stesso: i piccoli sono coinvolti (servono ai tavoli e sparecchiano) e imparano quanto questo impegno per gli altri sia fondamentale per la comunità. «Nuovi volontari crescono – sorride Tuzzi – I nostri ragazzi sono da subito coinvolti. Sono loro che, se vorranno, riceveranno il testimone per portare avanti un’iniziativa che ha la sola finalità di sostenere l’asilo di tutti». I volontari che lavorano alla sagra sono in tutto un centinaio. Tra loro ci sono, ad esempio, Mattia e Andrea, gli chef del purè, giovani, cresciuti con la festa e diventati negli anni un riferimento: per Andrea, poi, è addirittura una tradizione di famiglia.
Perché Sagra della Patata
Senza contare i ragazzi addetti alle frittelle: hanno un’età compresa tra i 19 e i 22 anni, il primo fine settimana di agosto si mettono a disposizione, lavorano come pazzi e lo fanno – testimonianza diretta – ballando. E sì, il villaggio ha davvero fatto uno splendido lavoro. Ultima nota, in parecchi si sono chiesti perché una Sagra della Patata a Cunardo: «Chi ha ideato la prima edizione ha fatto un ragionamento semplice: serviva un alimento portante che fosse nutriente e economico. Capace di sfamare tutti. La patata è perfetta», conclude Tuzzi. E anche questa è una bella lezione, pronti a tornare puntuali anche l’anno prossimo.
