Onorevole Tovaglieri, dato quanto da Lei detto e riportato dall’articolo comparso su Malpensa 24 a proposito dei disagi provocati dai Pro-Pal che giovedì 2 ottobre hanno bloccato la stazione di Busto Arsizio, intendiamo così rispondere.
Lei parla di strumentalizzazione politica, volta a creare solo disagio ed infine difficoltà al governo, cosa che sottolinea nascerebbe dal fatto che non abbiamo argomentazioni politiche. Vorremmo ricordarLe che le argomentazioni politiche semmai non le ha il governo e chi lo sostiene. Sono ignobili le parole del Ministro Tajani che parla di un Diritto Internazionale che “ha valore sino ad un certo punto” ed accetta che vengano abbordate imbarcazioni italiane in acque internazionali, giustificando peraltro l’aggressore, Israele, che il ministro Tajani dice non poteva mostrarsi debole. Dove sono finiti le regole, la Legge , il Diritto?
Le nostre argomentazioni sono queste: vogliamo il rispetto del Diritto Internazionale, che il governo si spenda veramente per fermare il genocidio del popolo palestinese e che non sostenga sbrigativamente ed impropriamente, come affermato dalla premier Meloni, che l’azione delle Flotilla abbia messo in pericolo i trattati di pace. Trattati proposti da chi? Da Trump e Netanyahu, senza alcuna interlocuzione con un vero rappresentante dei Palestinesi? Ad Hamas la scelta di accettare o meno, come se fosse l’unica e autentica realtà capace di rappresentare la Palestina. Noi chiedevamo il rispetto ed il sostegno delle autorità italiane all’azione assolutamente pacifica della Flotilla, abbandonata invece a se stessa e quindi aggredita da Israele. Se questo rispetto ci fosse stato, di certo le cose sarebbero potute andare ben diversamente.
Ammettiamo che l’azione dei Pro-Pal, come Lei li definisce, abbia creato disagio a Busto, ma si è trattato di un disagio momentaneo e senza gravi conseguenze, determinato dall’assoluta mancanza di ascolto da parte di questo governo alle richieste di chi vuole la pace e il rispetto del Diritto. Vorremmo poi capire se non si è accorta che oltre a Busto, Milano, Bologna, Genova e altre 100 città si sono mobilitate all’unisono sulla stessa istanza di pace e giustizia per la Palestina e, quindi, è forse Lei e altri che come lei che non fanno altro che recitare un copione stantio quanto inumano a creare disagio ed imbarazzo per la pochezza di certe affermazioni e a mettersi fuori dalla democrazia che si esprime soprattutto, ma non solamente, col voto (specie quando a votare vanno uno su due), ma anche attraverso la determinata espressione di pensiero e critica che solo chi è molto distratto o in malafede può non vedere o giudicare secondo pregiudizi e pretesti.
Quanto allo sciopero, dovrebbe ben sapere che è un diritto acquisito e come tale lo si è esercitato a fronte dei gravi fatti accaduti. Possiamo anche concordare con lei che talvolta la CGIIL abbia sottoscritto contratti con salari da fame, ma mi pare anche questo governo, che pur in campagna elettorale aveva parlato delle difficoltà dei lavoratori, non faccia assolutamente nulla su questo fronte. Inoltre la CGIL ed altri sindacati di base in questa occasione hanno indetto uno sciopero a cui molte lavoratrici e molti lavoratori, cosi come studentesse, studenti, cittadine e cittadini hanno aderito perché toccati molto direttamente, perché la guerra, l’economia di guerra ed il riarmo ci tocca da vicino, poiché comporta da subito anche il taglio della spesa sociale e la contrazione dei servizi. Questo sì che per molti sarà li grande disagio futuro, come grande ansia ha provocato in molti italiani il non sentirsi tutelati a fronte di una aggressione, quella commessa verso uomini e donne pacifici ed inermi da Israele: tutto molto più grave di un seccante blocco del traffico ferroviario.
Comitato Antifascista di Busto Arsizio
Federazione PRC di Varese
I ProPal bloccano Busto ed è polemica. La Lega: «Strumentalizzazione politica»
