VARESE – «Raccontare che cosa succede nel mondo per affrontare le sfide della società e della contemporaneità, colmando il gap di consapevolezza rispetto a quello che ci viene offerto dai media»: come ha spiegato oggi, martedì 11 novembre, Giulio Rossini di Filmstudio 90 a Palazzo Estense, è quanto si propone la rassegna cinematografica ideata dall’associazione, giunta alla ventitreesima edizione questo autunno.
A illustrare il programma di “Un posto nel mondo – percorsi di cinema e documentazione sociale” , alla presenza dell’assessore Enzo Laforgia, è stato il presidente Gabriele Ciglia: tra i temi trattati il conflitto in Medio Oriente e le proteste degli studenti universitari, il contrasto alla violenza sulle donne e agli abusi sul posto di lavoro, le migrazioni con i sogni e le speranze di chi viaggia, l’inclusione delle diversità, la crescita personale e la salute mentale, la lotta contro la criminalità, tutto accomunato dalla ricerca di sé stessi, di un senso, di una giustizia. Cercando di arrivare in modo trasversale a più pubblici, fino anche alla sensibilità dei giovani.

Utili domande
«Organizziamo una rassegna di cinema locale – così Ciglia – ma non possiamo non pensare a quello che succede nel mondo: viviamo il cinema come intrattenimento ma anche come strumento perché la società possa migliorare. In questo momento storico, denso di eventi drammatici sul fronte dei diritti umani a livello mondiale, nell’incertezza dei valori dei governi e degli organismi internazionali, mentre l’individualismo sembra prevalere sulla collettività, occorre, ora più che mai, sviluppare un’etica della documentazione sociale e dell’informazione, con il supporto di strumenti e argomenti per una riflessione più ampia. Con questo progetto, noi ci proviamo con il linguaggio del cinema, senza avere la pretesa di ottenere risposte ma sperando almeno di porre utili domande. E di parlarne come comunità».
Soprattutto quando, ha sottolineato Rossini, «gli spazi riservati a informazione e controinformazione, che pure è necessaria, sono ridotti al lumicino a fronte di un’enorme invasione, quella di un marasma incredibile di notizie pervasive».

Strumenti di comprensione
Laforgia ha richiamato l’attenzione sul valore della programmazione di quest’anno, «un utile strumento per arrivare alla nocciolo della questione. Perché si può leggerla in modo orizzontale, guardando ai i luoghi, o in verticale ma il tema di fondo è che alla fine in tutte le questioni, anche quelle gigantesche, in realtà ci sono uomini e donne come noi, che sono i protagonisti di queste storie. Alla fine ci sono diritti e condizioni umane trasversali a ogni latitudine, situazioni condivise da tutti, per cui, in qualunque parte del mondo, non possiamo anche sentirci al sicuro. Il cinema non deve essere per forza militante, perché scatena reazioni di tipo emotivo e dalla mobilitazione alla trasformazione della società passano anni luce. Però ci aiuta a comprendere, ci dà degli strumenti di comprensione».
Senza dimenticare – così Rossini – «la partecipazione», cioè il lavoro di rete fatto con altre associazioni o enti che «portano le loro esperienze mettendole a disposizione, e mettendo in gioco tutto quello che si fa durante l’anno». “Un posto nel mondo” è coordinato da Filmstudio 90 e promosso da Acli, Arci, Ucca e Cgil Varese, in partenariato con il Comune, in collaborazione con Associazione 100venti, Cinema Sant’Amanzio di Travedona, Coop. Lotta contro l’Emarginazione, Csv Insubria, FemVA, Libera Varese, Oblò Teatro, Oltremani Varese e Petali dal Mondo.

Nevenka a Varese per la giornata contro la violenza sulle donne
Quest’anno la rassegna si svolge dal 19 novembre al 7 dicembre, con incontri a Varese, Castronno, Gallarate, Besozzo, Morazzone, Castelveccana, Sumirago, Tradate e Travedona Monate, in sale cinematografiche o polivalenti e altri luoghi delle comunità cittadine, con proiezioni, presentazioni e incontri con ospiti. Si comincia mercoledì 19 alle 21 a Materia Spazio Libero a Castronno, dove la proiezione di “Pensando ad Anna” di Tomaso Aramini sarà preceduta da un collegamento in diretta con Pasquale Abatangelo, per introdurre il docufiction sui Gap e le rivolte carcerarie negli anni ’70, strumento per parlare della situazione carceraria oggi e dei progetti sul tema di associazione 100venti e Oblò Teatro.
Per la ricorrenza della giornata contro la violenza sulle donne, venerdì 21 alle 20.45, al cineclub Filmstudio 90 di Varese, verrà proiettato “Il mio nome è Nevenka” di Icìar Bollaìn, con la partecipazione in sala di Nevenka Fernandez Garcia, protagonista della vera vicenda su cui si basa il film e simbolo in Spagna della lotta alla violenza sulle donne. L’ingresso al cineclub sarà riservato ai soli soci Filmstudio 90 e Arci.
L’anteprima di “C’era una volta mia madre”
Sempre per sensibilizzare contro la violenza di genere, martedì 25, la rassegna si sposta a Travedona Monate al Cinema Sant’Amanzio con un intervento dell’associazione DonnaSicura, seguito dalla proiezione del film “Shayda” di Noora Niasari, commovente dramma su una donna iraniana in cerca di libertà dal marito oppressivo.
Mercoledì 26 alle 18.30 al Cinema Nuovo di Varese, dopo l’ottima serata ai Giardini Estensi di luglio, sarà riproposto “L’albero”, film coming-of-age di Sara Petraglia, accompagnato da un videomessaggio della regista e della protagonista Tecla Insolia.
Il giorno successivo, giovedì 27, alle 21 ci sarà invece la proiezione in anteprima di “C’era una volta mia madre”, di Ken Scott, basato su un’incredibile storia vera che emoziona con la perseveranza di una madre forte che lotta con fede e contro la probabilità per garantire una vita pienamente realizzata al figlio nato con una malformazione.
Lo spettacolo di Del Grande sulla migrazione contemporanea
Anche alcuni circoli Acli della provincia aderiscono al programma della rassegna, con quattro proiezioni. Giovedì 27 novembre a Castelveccana sarà proiettato “La Fossa delle Marianne” della regista Eileen Byrne, road movie di ampio respiro ambientato tra Italia e Lussemburgo; venerdì 28 a Morazzone sarà proiettato nel salone dell’oratorio “Se solo fossi un orso”; martedì 2 dicembre a Gallarate, una replica del già citato “Fossa delle Marianne” al salone Acli; venerdì 5 a Sumirago arriva “La treccia”, altro film inedito per il nostro territorio, storia di tre donne in tre continenti diversi ma accomunate da una forte solidarietà.
Sabato 29 novembre ci saranno due proposte molto diverse. Alle 17 al Cinema Paolo Grassi di Tradate, con il patrocinio del Comune, proiezione di “Buffalo Kids”, unica proposta per bambini e famiglie, con presentazione a cura di Petali dal Mondo, con banchetto con offerta libera all’ingresso. Mentre alla sera, alle 21, al Teatro Duse di Besozzo, nell’ambito del progetto Sai, si svolgerà lo spettacolo “Il secolo è mobile!”, scritto e interpretato da Gabriele Del Grande sul tema della migrazione contemporanea.
“Gli accampamenti” per Gaza e la ’ndrangheta nel Varesotto
Lunedì primo dicembre alle 21, al Cinema Nuovo di Varese, il documentario “Gli accampamenti”, sull’occupazione studentesca alla Columbia University di New York a sostegno di Gaza e sul movimento studentesco degli ultimi anni. La richiesta dei giovani è quella di interrompere i finanziamenti dei college all’industria bellica e il film ha il grande pregio di mostrare i fatti nel momento in cui avvengono. Per parlarne ci sarà il distributore italiano del film Alberto Valtellina.
Martedì 2 dalle 17.30 a Varese al salone del Csv Insubria un incontro sul cammino e la salute mentale giovanile, con l’intervento di educatori, esperti e partecipanti al progetto, precederà la proiezione di “Sul sentiero blu”, documentario sul viaggio di un gruppo di ragazzi autistici sulla Via Francigena.
Giovedì 4 dicembre alle 21, al Cinema Sant’Amanzio di Travedona Monate, la proiezione del documentario “San Damiano”, sul microcosmo di passanti, senzatetto e pendolari che è la stazione di Roma Termini, seguendo soprattutto le azioni di Damiano, fuggito da un ospedale psichiatrico in Polonia e deragliato nella zona della stazione. Uno spaccato della vita ai margini, senza troppi filtri da parte dei registi.
La chiusura della rassegna sarà a Varese nel weekend di sabato 6 e domenica 7, al Cinema Nuovo, con più proiezioni di “Ammazzare stanca” di Daniele Vicari sulla presenza mafiosa in Lombardia. Interpretato da Gabriel Montesi, Vinicio Marchionni e Rocco Papaleo, il film è tratto dall’autobiografia di Antonio Zagari, nato in una famiglia ’ndranghetista, criminale attivo nel Varesotto negli anni ’70-’80 e successivamente collaboratore di giustizia fino alle morte nel 2004. «La grande importanza per il nostro territorio è data dalla geografia della storia: il film inizia con il cartello “Buguggiate” e ricostruisce vicende tra Varese, Gallarate, Gavirate e Germignaga. Per riscoprire questi fatti così vicini a noi, ci saranno interventi del comitato territoriale di Libera».
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