BUSTO ARSIZIO – «Ai ragazzi diamo gli strumenti e le competenze per immaginare il loro futuro». La preside del “Verri” di Busto Arsizio, la prof. Maria Cristina Cesarano, introduce così l’open day che questa mattina ha aperto le porte dell’istituto di via Redipuglia ad una folta platea di genitori e ragazzi interessati ad iscriversi dopo la terza media. «Se siete così numerosi vuol dire che vi abbiamo incuriosito – si rivolge a loro il professor Giancarlo Manco – siamo una scuola professionale ma soprattutto professionalizzante: vogliamo che dal superamento della maturità i ragazzi siano pronti per il mondo del lavoro».
L’open day

«La nostra vera forza – le parole della preside Cesarano – è il gruppo docente, fatto da professionisti che non solo formano ma emozionano. Perché bisogna parlare il linguaggio dei nostri ragazzi. E con l’innovazione della tecnologia digitale e dell’Intelligenza Artificiale che trasforma il nostro modo di apprendere, devono fare da guide per dare gli strumenti concreti per saper utilizzare e proiettare le tecnologie nei percorsi di crescita professionale». È proprio l’aspetto umano dietro alla tecnica che fa la differenza. Il Verri – garantisce la prof. Cesarano – è una scuola che accoglie sempre e include, attenta ai talenti e alle fragilità, che lavora per il riscatto». E le parole d’ordine su cui la preside pone l’accento sono tre: «Legalità, inclusione e intercultura. Non sono slogan, ma azioni che quotidianamente si vivono nei corridoi e nelle aule».
Gli indirizzi

Per la prof. Maria Cristina Cesarano è il secondo anno da quando si è insediata, imprimendo una svolta che sta rinnovando l’immagine di un istituto che veniva da un periodo di difficoltà. È una scuola poliedrica, con gli indirizzi quinquennali in Enogastronomia e ospitalità alberghiera («è un po’ il fiore all’occhiello» rivela la preside), Servizi commerciali e Servizi per la sanità e l’assistenza commerciale, ma anche l’IeFP (3 anni più 1) in Promozione e Accoglienza e la novità della filiera 4+2 commerciale e alberghiera (percorso quadriennale più biennio di ITS), oltre ai corsi serali e ai corsi nella Casa circondariale. «Percorsi ed esperienze di spessore – le definisce la preside Cesarano – l’obiettivo è portare i ragazzi verso il cambiamento con consapevolezza per essere attori protagonisti della loro vita».
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