Cinque anni di squalifica al portiere che ha preso a pugni l’arbitro in campo a Busto

BUSTO ARSIZIO – Aggressione all’arbitro a Beata Giuliana: il portiere della Junior Calcio di Fino Mornasco Matteo Belfiore si prende una squalifica di cinque anni per “condotta violenta”. Dovrà stare lontano dai campi di calcio fino al 2030. E alla società comasca, oltre allo scontato 0-3 a tavolino, vengono inflitte due ammende da 600 euro complessivi: punito anche il fatto il portiere sarebbe stato “fomentato” dai compagni di squadra mentre colpiva il direttore di gara Andrea Mazzeo.

La decisione del giudice sportivo

Arriva la sanzione attesa dopo il grave episodio avvenuto nei giorni scorsi sul campo di via Cascina dei Poveri, dove la partita del campionato Under 21 lombardo tra la School of Sport dell’Oratorio San Filippo e la Junior Calcio era stata sospesa per l’aggressione all’arbitro bustese Andrea Mazzeo. Il Giudice Sportivo del Comitato regionale lombardo della Federcalcio ha infatti comminato una delle pene più pesanti previste dal regolamento: il portiere Matteo Belfiore, che ha aggredito il direttore di gara, è stato squalificato fino al 24 dicembre 2030. Praticamente cinque anni e un mese.

I pugni all’arbitro

La decisione arriva dopo aver sentito l’arbitro ed esaminato il supplemento di referto della gara, dove si legge che al 44’ del primo tempo, «a gioco in svolgimento», il numero 1 della Junior Calcio «si toglieva i guanti da portiere ed usciva dalla propria area percorrendo circa 30 metri e colpiva ripetutamente il direttore di gara sferrando 4-5 pugni sulla nuca». Tanto da essere trasportato in ambulanza all’ospedale di Busto Arsizio, dove ha trascorso una notte in osservazione, con una prognosi di cinque giorni. Il giudice ha definito la condotta del giocatore «gratuita, ingiustificata e di estrema gravità», aggravata dal comportamento dei compagni che, secondo il referto, avrebbero incitato il portiere durante l’aggressione.

Le ammende

Per la società Junior Calcio arrivano anche un’ammenda di 500 euro per il “comportamento violento” del proprio tesserato e altri 100 euro per la «partecipazione morale» degli altri calciatori all’aggressione, oltre alla sconfitta a tavolino per 0-3. Il provvedimento rientra tra quelli previsti dalla normativa FIGC e dal Codice di Giustizia Sportiva per le aggressioni agli ufficiali di gara. Una decisione che chiude, almeno sul piano disciplinare, una vicenda che ha scosso profondamente l’ambiente del calcio locale.

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