GALLARATE – Meno Irpef per tutti, servizi scolastici più cari per qualcuno. I dettagli della manovra finanziaria in vigore dal 2026 a Gallarate sono stati spiegati ieri sera 3 dicembre in Commissione Bilancio, in vista dell’approvazione in aula in calendario tra quindici giorni.
La manovra
A dettagliare i numeri è stato l’assessore Corrado Canziani, a partire dalla riduzione dell’imposizione fiscale generale attraverso le aliquote progressive dell’addizionale comunale all’Irpef, di questi tempi un caso più unico che raro a livello nazionale. A Gallarate dal primo gennaio sarà dello 0,7% fino a 28mila euro di reddito, dello 0,73% da 28mila a 50mila, dello 0,76% oltre i 50mila. Complessivamente cuba una minore entrata per l’ente pari a 450mila euro di cui beneficeranno 38mila cittadini, che risparmieranno in media poco meno di 30 euro a testa. «Non è moltissimo, ne siamo consapevoli, ma è un segno che vogliamo dare: pur facendo tanti investimenti questa amministrazione riesce ad abbassare le tasse», ha spiegato il sindaco, ribadendo anche in Commissione il senso politico dell’operazione già espresso con l’annuncio risalente allo scorso venerdì. Per conservare gli equilibri di bilancio è stata preventivata una maggiore entrata di 366mila euro che verrà ricavata da un aumento del pagamento per la sosta nelle ultime tre vie in cui la tariffa era rimasta ferma a un euro all’ora (passerà a 1,5) e dei servizi di pre e post scuola per una percentuale che oscilla tra il 10 e il 20%. Ma soprattutto, incrementeranno i costi dei buoni pasto. Per un Isee inferiore a 10mila euro si passerà da 1,8 a 4,4 euro, da 10 a 20 mila da 4 a 4,9 euro, da 20 a 40mila da 5 a 5,4 euro, mentre per i 975 studenti (su 2.200) che oggi pagano già il massimo, il pasto continuerà a costare 6 euro.
Il dibattito
«Abbiamo tagliato le tasse per tutti a fronte di una più ampia compartecipazione dei servizi a domanda individuale», ha sottolineato il sindaco durante il dibattito, ricordando che il buono pasto in Comuni analoghi, come per esempio Varese, oscilla dai 5 euro sotto i 30mila euro di reddito a 5.5 euro. E ha aggiunto: «In Italia abbiamo questo brutto vizio di garantire assistenza incondizionata agli stranieri che arrivano attraverso servizi a tariffe basse. Noi crediamo invece che sia doveroso provare a tendere la mano a chi vive in Italia da molto tempo e da anni contribuisce a formare la ricchezza del nostro Paese».
Il consigliere dem Gianpaolo Bonetti ha voluto evidenziare che «stiamo complessivamente togliendo più di 300mila euro dalle tasche di famiglie con bambini» e ha chiesto perché non si è intervenuti invece sulla Tosap. «Eccolo il Pd vessatore delle attività commerciali», gli ha immediatamente replicato il primo cittadino, mentre Luca Sorrentino (Fratelli d’Italia) ha parlato di una «evidente correlazione» tra la diminuzione dell’Irpef e l’aumento selezionato di alcuni servizi a domanda individuale: «E’ una scelta politica». Massimo Gnocchi (Ocg) in Commissione si è limitato a qualche battibecco con il sindaco, preferendo affidare il suo pensiero a una dichiarazione resa a fine seduta: «La manovra di aumento delle tariffe a domanda individuale segnatamente alle mense scolastiche con questo segna il quarto aumento dal 2021 a oggi. Non mi ricordo che avessero mai “tagliato netto” l’addizionale Irpef. Uno perché non lo hanno mai fatto, e questo disallinea di fatto la correlazione come ho voluto chiedere. Due perché è un taglio insignificante dello 0,05% di cui i gallaratesi manco si accorgeranno. Il motivo di spacciarlo come un evento assoluto è proprio perché siamo già in campagna elettorale».
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Gallarate Irpef buoni pasto – MALPENSA24
