Una svolta epocale e positiva. Nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha aggiornato l’età agonistica in diverse discipline sportive, tra cui il ciclismo che, su proposta della Fci, è stata abbassata a otto anni – in pratica dai G2 – per tutte le specialità (dal 2018 l’età agonista di accesso era di 13 anni, tranne che per Bmx e Trials). Di conseguenza, per il tesseramento, scatta l’obbligo di certificato medico con elettrocardiogramma sotto sforzo e non con un semplice elettrocardiogramma a riposo.
Proposta che per altro era stata avanzata dalla Commissione tutela salute, presieduta dal dottor Roberto Corsetti, e avvallata dalla Fci col parere favorevole del Coni, già nel settembre 2023.
Sono un appassionato di ciclismo e ho dedicato quasi tutta la mia vita professionale al giornalismo sportivo nel ciclismo. Sono andato sulle strade molte volte a vedere le gare anche giovanili, dai G1 agli juniores. Sovente, o forse troppo spesso, anche i Giovanissimi li ho visti arrivare a traguardo sfiniti, distrutti, annientati. Dopo sforzi inusitati e a volte sproporzionati. Fatiche, anche se può sembrare brutto, a volte persino innaturali. Spinte oltre il limite anche da genitori e persone che si fanno chiamare “diesse”. Del resto già di suo il ciclismo è uno sport ad elevatissimo impegno cardiovascolare.
Mi sono sempre chiesto per quale motivo in Italia per fare le gare di ginnastica fosse necessario avere un certificato agonistico a partire dai sette anni; in tanti altri sport dagli otto o dai nove. E che il ciclismo, lo sport forse con il maggiore impegno metabolico, avesse una regola superata da anni era abbastanza evidente.
E non posso quindi non applaudire e fare i complimenti per quello che oggi vedo raggiunto dalla nostra federazione ciclistica. Questa è davvero una maniera tangibile, indiscutibile, di mostrare attenzione ai nostri ragazzi, di mostrare attenzione a quelli che saranno i rappresentanti del ciclismo del futuro. Di tutelare veramente la salute di tanti atleti in erba. Soprattutto mi fa piacere che sia stato raggiunto questo obiettivo in un’epoca nella quale è incontrovertibile, e al di fuori di ogni possibile dubbio, che siano spaventosamente aumentati negli ultimi anni i casi di problemi cardiaci in fasce d’età assolutamente giovanili. In tutti gli sport, non solo nel ciclismo. Le cause? Quello sta ai medici, agli scienziati, pronunciarsi. Resta il fatto che l’aumento dei casi è impressionante. Bisognava fare qualcosa.
Poi i G2 partecipano a gare di ciclismo, giusto? Competono, fanno agonismo. O no? Giusto quindi che anche il certificato medico sia per l’agonismo. E non nascondiamoci, non facciamo gli ipocriti: nessun genitore porta il figlio a “giocare” in una corsa in bici. Nemmeno tra i Giovanissimi. O dobbiamo far finta di non sapere che in questa categoria c’è già chi, anche se è follia, usa il misuratore di potenza, ha l’allenatore e segue una dieta? Chi prende aminoacidi e chi gel alla caffeina. Dai su…
