SAMARATE – E’ stato comandante della polizia locale a Milano, Varese e Torino. Ha collaborato con diverse Procure in importanti indagini e ultimamente è opinionista, assieme alla criminologa Roberta Bruzzone, nella trasmissione televisiva di cronaca nera su Rai 2 condotta da Milo Infante. In carriera, insomma, Emiliano Bezzon ne ha viste di tutti i colori. Ma il semaforo nell’incrocio più importante della sua Samarate riesce ancora a sorprenderlo.
Il semaforo ipertecnologico
Con piglio ironico, racconta sui social ai suoi follower di tutta Italia la «versione ipertecnologica visibile a Samarate» di un semaforo ormai ridotto a un rottame. «Palo inclinato per evitare riflessi del sole; Lampade assemblate e assicurate con fascette elastiche per evitare che le viti si possano arrugginire; Alimentazione con fili volanti per evitare che quelli interrati possano essere rosicchiati da pantegane o altri roditori; Saldo ancoraggio al palo luce per contrastare possibili tentativi di furto. La tecnologia al servizio della sicurezza stradale».
Almeno funzionasse..
L’impatto estetico è da favelas, evidentemente, ma se almeno facesse il suo dovere ci si potrebbe accontentare. E invece più volte è andato in tilt, come nel caso clamoroso del 2019 che rimase spento per una settimana a causa della necessità di rifare i collegamenti elettrici dell’impianto. E dire che si tratta dell’incrocio principale della città, dove si incontrano la statale 341, la provinciale 40 e le vie Dante e Rimembranze, un’intersezione complicata che sarebbe l’ideale per la realizzazione di una rotonda, proprio come una di quelle spuntate in altri punti decisamente meno caotici della città. Un’ipotesi, a dire il vero, ventilata proprio sette anni fa. E invece resta lì quel semaforo a ricordare che a Samarate – proprio come denunciato da tutte le forze politiche durante l’ultima campagna elettorale – è il degrado a vincere sempre.
M24 TV – Il giallista Bezzon: «La provincia di Varese? Troppo noir per un libro»
