GALLARATE – Rinviato a giudizio l’organizzatore del Remigration Summit di Gallarate, Andrea Ballarati. E’ accusato di istigazione all’odio e alla discriminazione. E’ lui stesso a dichiararlo attraverso i propri canali social: «Sono stato il primo a parlare di remigrazione in Italia – racconta nei video pubblicati – Oggi mi processano per le mie idee».
I commenti su Instagram
Ed è sempre l’organizzatore del discusso Remigration galaratese, andato in scena lo scorso 18 maggio, che in città (e non solo) sollevò una forte ondata di indignazione, a spiegare la genesi dell’inchiesta che si è poi conclusa con il rinvio a giudizio. Ballarati dovrà, dunque, affrontare un processo. «Vennero prese una serie di frasi, di commenti che feci con un account Instagram che adesso non ho più, era un mio account Instagram personale, e basarono, anzi basano, tutto questo processo su queste frasi e questi commenti in maniera del tutto circostanziale al fine di intimidirmi e di zittirmi», dice.
Le frasi sotto accusa
Le frasi sotto accusa sono nell’ordine: “Le bande di migranti mai integrate che ora governano le nostre città sono la prova del fallimento del progetto multiculturale“. “Invitiamo i veri italiani a ribellarsi“. “È il momento di scegliere da che parte stare”. “Francia, Svezia, Germania, Paesi Bassi, Belgio e molti altri Paesi sono ormai sul punto di essere composti in gran parte da migranti, è giunto il momento di reagire e combattere, non c’è più tempo, una parola sola: agire!”. E’ sempre lo stesso imputato a renderle pubbliche.
Gli altri partecipanti al Remigration
Si tratta di frasi che Ballarati definisce «un incitamento all’azione politica» e sottolinea di non essere il primo ad essere perseguito in Europa per simili idee. Pochi giorni prima del Remigration gallaratese fu fermato a Malpensa Rasmus Paludan, 43 anni, politico danese di estrema destra, noto per aver bruciato il Corano in pubblico e fondatore del partito Stram Kurs, poi espulso perché considerato pericoloso per l’ordine pubblico proprio mentre era diretto a Gallarate. In Spagna, a luglio 2025, era stato arrestato il leader del movimento di estrema destra Deport Them Now, anche lui tra i partecipanti al Summit varesotto. Christian – si è sempre presentato solo con il nome anche quando si è scagliato sui social contro Malpensa24 – era stato arrestato dalla Guardia Civil a Matarò, vicino a Barcellona con l’accusa di incitamento all’odio per aver promosso tramite Telegram una vera e propria rivolta contro gli immigrati a Torre Pacheco, nella Murcia. Un altro dei “giovani europei” che nel maggio scorso hanno dato vita al Remigration Summit di Gallarate venne arrestato in Olanda nell’agosto 2025: secondo le accuse della Polizia dei Paesi Bassi sarebbe il leader di un gruppo di estrema destra che stava preparando un attentato. Il comunicato ufficiale diffuso dalle autorità olandesi informava che si tratta di un 24enne, Thomas D., che ora deve rispondere della presunta pianificazione di un attentato (ma non venne specificato quale) e di aver detenuto armi o parti di esse.
Era al Remigration di Gallarate, arrestato in Spagna il leader di Deport Them Now
