Partecipò al Remigration di Gallarate, arrestato in Olanda per terrorismo

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Remigration Summit 2025 il 17 maggio al teatro Condominio di Gallarate

GALLARATE – Un altro dei “bravi ragazzi” che nel maggio scorso hanno dato vita al Remigration Summit di Gallarate è stato arrestato in Olanda. Secondo le accuse della Polizia dei Paesi Bassi sarebbe il leader di un gruppo di estrema destra che stava preparando un attentato. Il comunicato ufficiale diffuso dalle autorità olandesi informa che si tratta di un 24enne, Thomas D., che ora deve rispondere della presunta pianificazione di un attentato (ma non viene specificato quale) e di aver detenuto armi o parti di esse. Thomas D. ha dichiarato di essere un esponente di Geuzenbond, appunto un’organizzazione della destra estrema che propaganda un esasperato nazionalismo olandese in base al criterio «un popolo omogeneo all’interno del territorio storicamente stabilito» che richiama il «sangue e suolo» dell’ideologia nazista. Da qui le posizioni molto radicali contro l’immigrazione.

Nella nota diffusa dalla polizia si spiega che Geuzenbond “è attiva sia online sia attraverso manifestazioni. Geuzenbond è uno dei cosiddetti ‘club attivi’, che si impegnano a normalizzare l’ideologia estremista di destra e a rafforzare la razza bianca attraverso l’allenamento fisico”. Il Corriere della Sera, che in un articolo a firma di Claudio Del Frate per primo ha dato la notizia, scrive che il sospettato è comparso davanti al giudice istruttore di Rotterdam, venerdì 15 agosto, che gli ha ordinato di rimanere in custodia cautelare per 14 giorni. Dal canto suo il Geuzenbond ha espresso in un comunicato la convinzione che il 24enne arrestato “non si stesse preparando a commettere violenza”.

Thomas D. è il secondo partecipante al discusso summit gallaratese che finisce in manette. Nelle scorse settimane la Guardia Civil ha fermato in Spagna un esponente di spicco di Deport Them Now, un’altra organizzazione che propaganda le remigrazione. L’accusa: aver promosso una rivolta contro gli stranieri in una città spagnola. Di più: l’organizzatore italiano del summit del 17 maggio, Andrea Ballarati, ha di recente comunicato di essere stato aggredito da sconosciuti in Svizzera, mentre la Polizia di frontiere dell’aeroporto di Malpensa aveva negato l’ingresso in Italia a un danese ritenuto pericoloso e intenzionato a raggiungere Gallarate per partecipare alla convention dell’estrema destra europea.

Come ricorda il Corriere, nel gallaratese Teatro Condominio si è discusso delle tesi sulla remigrazione portate avanti dall’austriaco Martin Sellner, il quale propone l’espulsione dall’Europa non solo degli immigrati che commettono reati ma anche quello ritenuti “non assimilabili alla cultura dominante di quel territorio”. Per dirla in un altro modo: tutti rispediti a casa. Doveroso rimarcare che Sellner ha il divieto di accesso in molti Paesi europei, ma a Gallarate ha di fatto presieduto il summit.

Tre mesi dopo, quale verità sul Remigration Summit?

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