SOMMA LOMBARDO – Mai con Fratelli d’Italia, «se il candidato sindaco sarà Daniele Consonni». E mai con l’Udc e Azione. Il ritorno della «Mensa dei poveri è un pericolo che il centrodestra non può accettare». Rompe il silenzio Gerardo Locurcio, commissario cittadino di Forza Italia. In una lunga intervista, apparsa sulla pagina Facebook Somma LombardoTv, agita lo spauracchio di Nino Caianiello e ribadisce il pieno sostegno all’avvocato Piero Cesare Iametti, considerato dagli azzurri la persona migliore per unire la coalizione in vista delle Amministrative del prossimo 24 maggio.
Il salto della quaglia
Locurcio fornisce innanzitutto la sua versione sulla repentina scelta di Luigi Mancini di mollare Iametti («che ha sempre sostenuto») per appoggiare Consonni. «Ha fatto il salto della quaglia, perché quando l’onorevole Lorenzo Cesa è arrivato a Varese portò con sé Ciro Calemme, che sappiamo essere legato da grande amicizia con Caianiello. Ciò significa che la Mensa dei poveri è entrata in quel ristorante e a seguito di quel fatto il signor Mancini fu costretto a cambiare bandiera».
La Mensa dei poveri
Secondo il segretario di Forza Italia, «c’è il pericolo che, entrando Calemme, dietro la porta seguirà i consigli di Caianiello». Ma non solo. «Azione, il partito di Calenda, qui a Somma è rappresentato da Marcello Pedroni. Quindi può succedere che si riapra un buon ristorante anche a Somma: che poi diventi la Mensa dei poveri è un pericolo che il centrodestra non può accettare, o quantomeno noi non potremmo accettare». Di fatto, «Non sono questi elementi che aggregano il centrodestra».
Mai con Consonni
Locurcio, infine, dice di essere «in attesa delle indicazioni dei vertici regionali», ma a chiare lettere fa sapere che Consonni non potrà mai essere il candidato unitario del centrodestra. «Assolutamente no. Perché noi non abbiamo mai cambiato il candidato», che addirittura «fu schernito da Consonni, dicendo che non voleva perché non ci rappresenta. E’ la cosa più brutta che si può dire di un candidato, che non ha mai potuto dire la sua all’interno perché, in conseguenza di questa affermazione, non ha voluto aprire un dibattito all’interno della coalizione». Ma per il segretario degli azzurri, «non c’è problema». E avverte. «Noi se ce n’è bisogno andremo per i fatti nostri. Iametti è già il candidato di Forza Italia, della Lega, di Noi moderati e ha anche l’appoggio del gruppo “Somma sì”. Questi siamo noi».
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