BUSTO ARSIZIO – A mali estremi, estremi rimedi…
In casa Pro Patria la tanto attesa (e a questo punto snervante) fumata bianca non c’è ancora stata. Anzi, il quadro attorno al futuro societario del club di via Ca’ Bianca, si starebbe sempre più complicando, tanto da mettere in discussione un passaggio di proprietà (da Travagin a Bassi tanto per sintetizzare) che fino a pochi giorni fa sembrava a un passo dalla conclusione.
Secondo quanto filtra – ma la notizia è chiaramente da confermare – l’avvocato Rosanna Zema (rappresentante legale di Finnat Fiduciaria), stremata dall’assurda piega societaria venutasi a creare dopo la cessione di Patrizia Testa, starebbe addirittura pensando ad un passo indietro che avrebbe del clamoroso: rassegnare le dimissioni.
Un gesto estremo che, se dovesse davvero formalizzarsi, avrebbe conseguenze inimmaginabili sul futuro biancoblù.
Da un lato, infatti, la Pro Patria resterebbe nelle mani di Giancarlo Travagin, divenuto legittimo proprietario del 51% delle quote dopo l’acquisto della partecipazione detenuta da Patrizia Testa (nonostante un diritto di prelazione con giallo).
Dall’altro, però, si aprirebbe una fase di fortissima incertezza sulle reali prospettive del club bustocco nel breve periodo, visto anche alcune incombenze (non certo irrilevanti) della passata stagione da onorare ad inizio agosto.
L’eventuale mancato passaggio di proprietà (nelle mani di Finnat, Estrella, più un terzo socio) rischia infatti di bloccare il progetto sportivo che, da diverse settimane, aveva invece iniziato a prendere forma e sostanza dalle parti di via Ca’ Bianca. Il gruppo di lavoro della cosiddetta minoranza (dal diesse già presentato Giovanni Giovanditti al futuro direttore tecnico Raffaele Ferrara) aveva infatti ottenuto già la disponibilità di alcuni profili di primo piano per la categoria: da Paolo Canistrà, a Michele Forchignone, fino all’attaccante argentino Bruno Barranco (nella foto). Giocatori – inutile a dirsi – che avrebbero rappresentato un chiaro segnale delle ambizioni del nuovo progetto, alimentando di riflesso l’entusiasmo di una piazza desiderosa di voltare pagina e tornare a recitare un ruolo da protagonista, dopo due stagioni a dir poco deludenti.
Alla luce degli ultimi sviluppi, insomma, il futuro della Pro Patria torna a essere avvolto dai dubbi: ad oggi infatti non si è ancora capito la reale solidità economica di Giancarlo Travagin (chi sono i suoi finanziatori?) che, a livello sportivo, si appoggerebbe invece all’ex Orlando Urbano come direttore generale e a Rodolfo Vanoli come allenatore.
Le prossime ore – ma ormai lo ripetiamo da troppo troppo tempo… – saranno decisive per capire se esistano ancora margini perché Luca Bassi possa risedersi al tavolo ed essere pronto per acquisire finalmente la Pro Patria; o se – come in pochi si augurano – il passaggio di proprietà sia destinato definitivamente a sfumare.
Con tutto ciò che ne consegue e ne conseguirà…
Stay Hungry, stay Uyba: la nuova campagna abbonamenti 2026/27
