GALLARATE – Case Peep (foto di repertorio), nemmeno l’intervento da Roma placa le preoccupazioni a Gallarate. E così il Pd, Città è Vita e Margherita Silvestrini Sindaco chiedono di fare piena luce sui criteri con cui il Comune calcola i valori di affrancazione degli immobili convenzionati. È la richiesta formalizzata dai consiglieri comunali di opposizione Giovanni Pignataro, Domenico Del Bene, Carmelo Lauricella, Margherita Silvestrini, Gianpaolo Bonetti, Cesare Coppe e Michele Bisaccia, chiedendo la convocazione congiunta delle commissioni Pianificazione Territoriale e Bilancio e Partecipate per affrontare una vicenda che, sostengono, sta creando pesanti ripercussioni sia per i cittadini sia per le casse comunali.
L’esplosione dei costi per il riscatto delle abitazioni Peep acquistate tra gli anni Settanta e Novanta è un problema nazionale, ma a Gallarate – con 37 complessi immobiliari per un totale di quasi 1.500 appartamenti coinvolti – ha una concentrazione senza eguali in tutta Italia
Valori antieconomici
Nella richiesta, indirizzata ai presidenti delle due commissioni Alessio Imbriglio e Luca Sorrentino, al presidente del Consiglio comunale Marco Colombo e al sindaco Andrea Cassani, i consiglieri ricordano anzitutto che il 10 luglio scorso la Segreteria generale ha trasmesso ai capigruppo la documentazione predisposta dal Comitato PEEP Gallarate, già inviata al primo cittadino il 5 giugno, relativa all’affrancazione dai vincoli delle convenzioni PEEP in diritto di proprietà stipulate prima del 1992. Secondo i firmatari, il problema nasce dall’attuale sistema di calcolo adottato dall’amministrazione comunale. Nella richiesta si legge infatti che «gli attuali valori di affrancazione richiesti dal Comune, secondo la sua interpretazione della complessa normativa vigente, sono aumentati al punto di arrivare quasi ad equivalere al valore di mercato degli immobili».
Una situazione che, proseguono i consiglieri, «sta provocando gravissimi danni agli assegnatari e ai loro successori, che non possono alienare i relativi immobili», con il risultato che numerosi proprietari si trovano di fatto impossibilitati a vendere le proprie abitazioni.
Il Comune non incassa più nulla
Nella nota le opposizioni evidenziano anche un altro effetto della vicenda, questa volta sul fronte dei conti pubblici. A loro giudizio, infatti, «l’esplosione dei valori di svincolo ha causato la perdita di qualunque incasso del Comune per le affrancazioni, poiché agli attuali valori nessun assegnatario è interessato allo svincolo, divenuto antieconomico».
I consiglieri richiamano inoltre il lavoro svolto dal Comitato Peep Gallarate, sottolineando come nella documentazione trasmessa all’amministrazione siano contenute «articolate proposte per addivenire a un diverso e grandemente inferiore valore di affrancazione», oltre agli esempi di delibere adottate da altri Comuni lombardi che sono intervenuti sulla materia. Da qui la richiesta di convocare una Commissione congiunta tra Urbanistica e Bilancio per approfondire il tema. Le opposizioni chiedono innanzitutto l’illustrazione degli attuali criteri di calcolo dei valori di affrancazione adottati dal Comune e delle interpretazioni normative che li sostengono. Il secondo punto riguarda il riscontro dei valori di affrancazione all’interno del bilancio comunale, mentre il terzo propone una valutazione delle soluzioni avanzate dal Comitato Peep Gallarate, con l’analisi dei possibili effetti economici per Palazzo Borghi qualora venissero adottati criteri differenti.
Gallarate, «cittadini prigionieri delle loro abitazioni». Nasce il Comitato Case Peep
