OGGIONA CON SANTO STEFANO – Villa Colombo non si vende. Il parere della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della Lombardia ferma il lungo percorso – iniziato oltre un anno da fa dall’amministrazione del sindaco Franco Ghiringhelli – per l’alienazione dell’immobile che, da trent’anni a questa parte, è sede di una comunità alloggio e di un centro socio-educativo per disabili.
Il parere della Soprintendenza
Dietro al parere negativo della commissione della Soprintendenza si trova il rischio, in caso di vendita, di un grave impoverimento del patrimonio immobiliare pubblico. Un giudizio che ha completamente ribaltato le aspettative dell’amministrazione. La vendita di Villa Colombo, infatti, era legata a doppio filo al futuro del primo cittadino, che – alla luce degli ultimi sviluppi – avrebbe già annunciato di non volersi ricandidare per un secondo mandato nella tornata elettorale del 2027.
La vicenda
Fin dal principio, la vendita di Villa Colombo ha scatenato una vera e propria bagarre politica, portando alla mobilitazione dell’opposizione di centrodestra, di parte della popolazione, di un Comitato e dividendo la stessa maggioranza. Oggetto di un contestato referendum (che non aveva raggiunto il quorum), la decisione di alienare l’immobile era stata ufficializzata nel corso di un animato consiglio comunale in doppia convocazione. Uno «stratagemma», secondo l’opposizione, per approvare il punto senza il rischio che in maggioranza ci fossero franchi tiratori. Sembrava tutto fatto, insomma, tanto che persino l’Agenzia delle Entrate aveva stimato in 1.276.000 euro la base d’asta per la vendita. Almeno fino ad oggi.
Il commento della minoranza
Nel frattempo, il parere della Soprintendenza ha già scatenato la reazione della minoranza di centrodestra Progetto Comune. «Dopo un flop dietro l’altro e le mancate promesse in campagna elettorale, ecco un altro fallimento da parte del sindaco e della sua maggioranza, questa volta più rumoroso, più roboante, più significativo dal punto di vista politico», recita la nota diffusa dal gruppo. «Con la scelta di vendere l’immobile si è praticamente bloccato il paese per due anni, tra assemblee pubbliche, referendum farlocchi, dichiarazioni a mezzo stampa, nell’attesa di avere i soldi necessari per poter finanziare la prossima campagna elettorale. Invece niente, niente di niente. E il sindaco annuncia che alla prossima tornata elettorale non si ricandiderà. Se vuole un consiglio da parte nostra, si dimetta subito».
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