di Mauro della Porta Raffo*
Il 7 ottobre 1571 ebbe luogo la battaglia navale di Lepanto.
Il 7 ottobre 2023, quattrocentocinquantadue anni dopo, Hamas sferrò contro Israele il più sanguinoso attacco della sua storia.
Come rilevai già all’epoca dell’abbattimento delle Twin Towers, 25 anni fa, l’11 settembre 1683 si compirono gli schieramenti che avrebbero consentito, il giorno seguente, all’esercito cristiano guidato da Giovanni III Sobieski di spezzare il secondo assedio ottomano di Vienna.

Ma le coincidenze storiche, quando riguardano date entrate nell’immaginario religioso e politico dei popoli, non sono mai del tutto innocenti.
Anche quando non determinano la scelta di un giorno, contribuiscono a conferirgli un significato.
L’Occidente, persuaso che il passato sia definitivamente trascorso, dimentica.
L’islamismo militante – non l’Islām nel suo complesso – considera invece la Storia un conto ancora aperto. Conserva la memoria delle sconfitte, le trasforma in umiliazioni e promette di vendicarle.
Non è possibile dimostrare che l’11 settembre 2001 volesse ricordare Vienna o che il 7 ottobre 2023 intendesse rispondere a Lepanto.
È però possibile e necessario osservare che quanti combattono l’Occidente conoscono e adoperano la forza dei simboli assai meglio di un Occidente che dei propri simboli ha spesso perduto perfino la memoria.
*presidente onorario della Fondazione Italia Usa
raffo 11settembre islam – MALPENSA24
